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SPECIALE XVI CONGRESSO PROVINCIALE CGIL CATANIA
22-23 OTTOBRE 2018
 
Giacomo Rota confermato Segretario generale della Cgil di Catania
 
 
 
  
 
Si è svolto lunedì 22 e martedì 23 ottobre 2018, il 16° Congresso provinciale della Cgil di Catania. Giacomo Rota è stato confermato Segretario generale dall’assemblea generale della Cgil etnea con 96 voti favorevoli, tre contrari, una scheda bianca e due astenuti.
“Continueremo a lavorare con rinnovato vigore e forza su tutte le questioni aperte a cominciare dal dissesto della città di Catania, proseguendo con il nodo del dissesto idrogeologico che funesta l’agricoltura di tutta la Piana di Catania insieme alle Camere di Caltagirone e Siracusa e le tante vertenze ancora aperte. Ci aspettano anni difficili ma ce la faremo con il sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionati e dei pensionati”. Questo il commento di Giacomo Rota, subito dopo la sua rielezione.
 
Il Congresso è iniziato, con l’accreditamento dei delegati nel pomeriggio di giorno 22.
A dare inizio ufficialmente ai lavori, alla presenza del segretario nazionale Gianna Fracassi , del segretario di Cgil Sicilia, Michele Pagliaro e di molti segretari regionali, è stata la dichiarazione di apertura di Sonia Alom a cui è seguita la relazione del Segretario generale Rota che è stata suddivisa in quattro parti: analisi delle vertenze in corso e dei dati relativi al contesto socioeconomico catanese e siciliano, rapporti con le istituzioni regionali, locali e con gli altri sindacati, illustrazione delle politiche nazionali e locali della Cgil, sottolineatura dell’anima antifascista (anche a fianco dell’Anpi i cui rappresentanti erano presenti ai lavori), antimafiosa e a pieno favore dell’accoglienza.
Un documento dal titolo chiaro “Catania è.
 
 
Per un lavoro libero, contro la mafia e contro tutti i fascismi”, introdotto da una citazione di Di Vittorio e arricchito con molti dati inediti del Centro Studi Cerdfos e pensieri di Luciano Lama e Gino Giugni , che ha ripercorso gli ultimi quattro anni di Catania vista con gli occhi del sindacato più rappresentativo, e della vita interna allo stesso sindacato. Ma anche un documento di lucida critica e autocritica.
 
“La Cgil ha svolto un contrasto ai vari governi che è stato puntuale e puntiglioso, utilizzando le armi di sempre, e cioè gli scioperi e le manifestazioni di piazza, alle quali ha aggiunto la proposta di legge avente per oggetto la Carta Universale dei diritti con le conseguenti raccolte di firme - ha detto Rota -.
Questi strumenti di lotta li abbiamo usati e continueremo a farlo a fronte di governi insensibili e irrispettosi delle lotte di milioni di lavoratori, e purtroppo tra questi governi, cari compagni, ci sono stati anche quelli di centrosinistra. Lo dico con amarezza ma senza remore: il Pd ha tradito il mondo del lavoro e porta le stigmate di questa responsabilità, che si chiamano Jobs Act o Buona Scuola, solo per fare alcuni esempi”.
 
Inevitabile l’accento alla legge Fornero: “Un’ autocritica va fatta però, ad esempio a proposito della nostra battaglia condotta contro la Legge Fornero; col senno del poi possiamo dire che le tre ore di sciopero sono state insufficienti. Vivevamo una fase drammatica in cui si gridava alla fine dell’Italia, si pensava che saremmo stati commissariati dall’UE da un momento all’altro. La Cgil ha forse peccato di eccessiva responsabilità nei confronti del Paese? Forse. Ma è troppo facile dirlo adesso”.
 
Poi il sindacato a Catania, con le sue firme contro i voucher, la sua manifestazione al Porto a sostegno dei migranti “sequestrati” da Salvini a bordo della “Diciotti”, col suo forte abbraccio al sindaco di Riace Mimmo Lucano, e ovviamente con le sue lotte sindacali quotidiane.
I rapporti con le istituzioni locali sono stati illustrati con chiarezza di toni e di intenti:
 
“Riteniamo che il presidente della Regione, Nello Musumeci, abbia le potenzialità per fare bene il suo lavoro ma, in questo momento, appare assolutamente impantanato in situazioni dalle quali non riesce a venire a capo. Ci sono tante, troppe importanti e difficili questioni aperte, ma ancora non arrivano le risposte, neppure sui temi di massima”.
Le critiche alla Regione riguardano soprattutto Consorzi di bonifica, lavoro forestale, formazione professionale e il ritardo su impegni presi in un passato recente, come ad esempio sul delicato fronte sanità. “Chiediamo, dunque, al Presidente Musumeci ed al suo Governo più coraggio, più capacità di programmazione e più voglia di concertazione”.
 
Alla neo amministrazione comunale Pogliese, la Cgil di Catania chiede di mantenere la promessa della concertazione soprattutto in vista dell’imminente scioglimento, nel bene o nel male, del “nodo dissesto”, e di confermare la cabina di regia sul Patto per Catania.
Ripercorrere le vertenze è stata un’occasione per fare il punto sui drammi lavorativi ancora aperti (il doloroso caso Myrmex) alle vittorie ottenute con la concertazione (il reinserimento lavorativo dei 105 lavoratori del bacino prefettizio), dalle preoccupazioni per settori a rischio infiltrazione mafiosa come quello dei rifiuti o dei traporti, alla speranza che la microelettronica a Catania possa ridiventare il traino di una rinata Etna Valley.
 
E ancora, le periferie, il rischio sismico, gli anziani, gli studenti, i disabili, la forte preoccupazione per la tenuta del welfare cittadino e di servizi base come gli asili nido; ma anche il lavoro delle donne della Cgil per le donne.
È stato fortissimo il richiamo all’unità sindacale con Cisl, Uil e Ugl, ricambiato con passione sindacale dagli interventi dei segretari generali delle tre sigle presenti in sala.
 
Presenti ai lavori il sindaco di Catania, Pogliese , che ha confermato l’intenzione di mantenere la cabina di regia sui lavori del Patto, di onorare la promessa della concertazione e di lottare sino in fondo la partita contro il dissesto. “Nel rispetto del reciproci ruoli, insieme per Catania ce la dobbiamo o possiamo fare”.
 
Oltre al primo cittadino di Catania e a molti sindaci dei comuni dell’hinterland, erano presenti il questore Alberto Francini, il vice prefetto vicario Enrico Gullotti, il direttore del Centro per l’impiego, Salvatrice Rizzo, il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Gaetano Marziano, il segretario generale della CNA, Andrea Milazzo e il direttore Floriana Franceschini, il segretario di Lega Coop, Giuseppe Giansiracusa, il presidente di Confcooperative regionale Gaetano Mancini, e il direttore Luciano Ventura, il presidente Aiop, Ettore Denti, il presidente Comitato INPS Catania, Pippo Rizzo, il direttore regionale Piccole Imprese, Totó Bonura   e i segretari generali di CISL, UIL e Ugl di Catania, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci.
 
Nella seconda giornata si sono svolti gli interventi che hanno raccolto le analisi, le indicazioni e le testimonianze dirette di chi in prima persona ha condotto vertenze cittadine di ogni settore (applauditissimo anche Arefayne Beraki, tesserato eritreo della Cgil oramai da moltissimi anni in Italia “Avete la solidarietà nel cuore e non tanto per dire...”)
In mattinata è intervenuto il segretario regionale Pagliaro: “La Cgil ha il compito di costruire una buona coscienza e provare ad invertire la rotta. Viviamo una situazione non semplice sotto il profilo economico e politico. In questi anni di crisi abbiamo visto perdere il nostro apparto produttivo; oggi non solo abbiamo perso posti di lavoro ma anche quel lavoro che poteva contare su precisi diritti”.
 
Ha chiuso i lavori di dibattito la segretaria nazionale della Cgil Giovanna Fracassi che ha anche citato la manifestazione romana di pochi giorni addietro, “Belle ciao”, per il lavoro e la salute delle donne, contro le molestie e le violenza, sottolineando che il documento dei lavori è da considerare “il documento della Cgil e non il documento delle donne per le donne”.
Un luogo politico, di certo non un partito ma un’organizzazione di lavoratori, “dove la sinistra può essere ritrovata da chi dice di averla perduta”.
 
Ma anche un luogo di democrazia, con tutto quello che ne consegue, anche i tempi lunghi e i passaggi elaborati dei congressi “perché, e ne siamo fieri, noi non siamo quelli della rappresentanza con un clic”.
Gianna Fracassi non ha dubbi: “Non soltanto la Cgil ha tenuto durante la crisi, ma registriamo un ricambio generazionale come un segno di vitalità. A chi ci vuole male diciamo che, ci spiace, ma la nostra organizzazione ha persino aumentato gli iscritti”.
 
In serata sono state avviate le operazioni di voto per il responsabile della Camera del lavoro metropolitana di Catania, dopo la consultazione per eleggere il Comitato direttivo e l’assemblea generale. Al tavolo, oltre alla Fracassi, il segretario della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, il segretario generale uscente Giacomo Rota e la sua segreteria.
Ha chiuso il voto per il Segretario generale con la conferma di Giacomo Rota.
 
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Ultimo aggiornamento Domenica 28 Ottobre 2018 23:05