Dimissioni in bianco: il 23 febbraio a Catania raccolta firme

CGIL Catania - Le donne della Cgil: “Vogliamo una nuova legge che tuteli dopo l’abrogazione del governo Berlusconi”
Giovedì 23 febbraio anche a Catania presso tutte le sedi Cgil e nei luoghi di lavoro saranno raccolte le sottoscrizioni nell ‘ambito delle iniziative che si svolgeranno in tutta Italia a sostegno di una norma che scoraggi la pratica delle “dimissioni in bianco”.
Lo comunica la segreteria confederale della Cgil e il Coordinamento donne della Cgil. Le cosiddette “dimissioni in bianco” sono una pratica piuttosto diffusa in Italia. Sono lettere di dimissioni non datate e fatte firmare al momento dell’assunzione, soprattutto alle lavoratrici ma anche ai lavoratori uomini. L’obiettivo? Il licenziamento senza problemi quando e se dovesse presentarsi la necessità per le imprese. La legge 108 del 2007 fu approvata proprio per mettere fine a questa pratica. Nel giugno 2008, appena insediato, il governo Berlusconi abrogò questa norma.
La cancellazione della legge, dichiara Erica Sapienza del Coordinamento donne Cgil , “fa sì che oggi non ci sia uno strumento di contrasto efficace e preventivo dell’abuso. In questi tre anni e mezzo non abbiamo mai smesso di chiederne il ripristino”. L’efficacia della legge, la sua semplicità, il suo valore simbolico hanno convinto 188 donne, attraverso la sottoscrizione dell “Appello 188 per la legge 188”, a chiedere alla Ministra del welfare Fornero di trovare una soluzione in tempi brevi. Continua la Sapienza: “siamo di fronte ad una pratica illegale di cui risulta difficile ipotizzare stime precise del fenomeno allo stato attuale”.
I dati più attendibili sono quelli presentati nell’ultimo Rapporto annuale dell’Istat. La fotografia dell’Istituto Nazionale di Statistica rivela che sono 800mila le donne che hanno lasciato il lavoro prima di diventare madri. Il fenomeno appare più esteso nelle aziende con meno di 15 dipendenti dove sempre secondo dati Istat tocca punte del 53%. E a proposito di dati, continua Luisa Albanella, segretaria confederale Cgil, “ più diminuisce l’età delle donne, più aumenta il numero delle dimissioni forzate: per le lavoratrici nate fra il 1954 e il 1963 la percentuale si ferma al 7,9%, mentre per le donne nate dopo il 1973, ovvero le trentenni e le quarantenni di oggi, tocca quota 13,1%”.
Pertanto, conclude Albanella, “ il ripristino di questa legge, per noi donne del sindacato rappresenta un atto di dignità e civiltà del lavoro”.
RMDN


