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Condizione braccianti: è ormai a rischio la coesione sociale
Ripristino legge sulla calamità, controlli nelle campagne, spesa oculata dei fondi comunitari le richieste FLAI; nelle prossime settimane per far accendere i riflettori sulla condizione dei braccianti agricoli si svolgerà un attivo della FLAI- CGIL  alla presenza della segreteria nazionale
La condizione lavorativa dei braccianti agricoli in questo territorio è difficile e di grande disagio al punto di metterne a rischio la coesione sociale.
Nel comparto agrumicolo negli ultimi 2 anni sono stati dichiarati il 30% di giornate in meno e quasi 4 mila lavoratori in meno sono stati impiegati nei periodi di raccolta; questi dati sono inaccettabili se si pensa che questi lavoratori, a causa delle attuali normative previdenziali che non prevedono ammortizzatori sociali in agricoltura, sono privi di sostegno al reddito.
Fenomeno, sempre più dilagante, che rende ancor più difficile la condizione dei braccianti è il ricorso al lavoro nero e al sottosalario, oggi, almeno 1 giornata su 2 è in nero ed ogni giornata lavorativa viene retribuita almeno dai 7 ai 12 euro in meno rispetto alla paga contrattuale; a ciò si aggiunge la pratica illegale del cottimo.
Vista la situazione di crisi che attraversa il comparto e le precari condizioni dei braccianti la FLAI- CGIL ritiene necessario che gli enti preposti, a partire dai governi nazionali e regionali, adottino in maniera urgente provvedimenti non più eludibili.
Per dare una risposta concreta ai problemi dei braccianti agricoli oltre che rilanciare la contrattazione territoriali con le controparti per rendere esigibili i diritti contrattuali la nostra organizzazione propone:
·        Ripristinare la precedente legge sulla calamità, anche se con le opportune modifiche, che dia un effettivo sostegno ai lavoratori nei periodi di crisi di settore ed estendere gli ammortizzatori sociali in deroga (es. cassa integrazione) previsti per gli altri settori anche in agricoltura.
·        Aumentare la quantità e la qualità dei controlli nelle campagne da parte dell’ispettorato del lavoro ed istituire una commissione tripartita ( Provincia, sindacati e associazioni datoriali ) che con il supporto dell’INPS e dell’ispettorato controlli il mercato del lavoro ed attivi gli opportuni strumenti di contrasto contro il lavoro nero e il sottosalario.
·        Spendere con oculatezza le risorse comunitarie del PSR da parte della regione per aggredire le criticità e rilanciare il settore agro- alimentare.
Nelle prossime settimane per far accendere i riflettori sulla condizione dei braccianti agricoli si svolgerà un attivo della FLAI- CGIL di questo territorio alla presenza della segreteria nazionale per reclamare con forza diritti e ridare dignità ad una categoria che rischia di essere emarginata sul piano sociale.