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Catania. Ente di Formazione St&t lavoratori da mesi senza stipendio. Partono contestazioni contro il modus operandi dell’azienda
 
 
 
Troppi colloqui individuali o rivolti a piccoli gruppi di dipendenti, convocazioni “persuasive” al fine di diminuire il monte ore dei lavoratori e persino parte dei crediti, pena il licenziamento, e pressioni neanche tanto velate. Sono solo alcune delle contestazioni denunciate da lavoratori dell’Ente di Formazione St&t soc. coop. che nei giorni scorsi si sono confrontati nel corso di un’assemblea sindacale della Cgil tenutasi nel Salone Russo di via Crociferi a Catania. Il caso è segnalato dalla Cgil e dalla FLC Cgil di Catania; in media i lavoratori attendono ben 10 mensilità dall’azienda. I responsabili dell’ente, che conta in tutto 31 dipendenti, lamentano da tempo una crisi aziendale e rivendicano la necessità di ridurre la propria esposizione debitoria nei confronti del proprio personale.
Ma per i lavoratori dell’ente di formazione che denunciano il caso, il “modus operandi” della St&t è inammissibile e con il passare del tempo ha creato una situazione difficile da sostenere. Tutto ciò a danno dei lavoratori che prestano giornalmente il proprio contributo con grande senso di responsabilità”.
 
Al termine dell’assemblea, i lavoratori che asseriscono anche di non avere ancora chiaro lo status economico dell’azienda a causa delle “valutazioni discordanti sullo stato economico aziendale tra il Presidente e il Direttore Generale”, hanno avanzato delle proposte e delle osservazioni all’azienda, e cioè “chiare e trasparenti informazioni in merito alla gestione economica da parte del datore di lavoro e sulla situazione debitoria e creditoria di St&t soc. coop; il ricorso ai contratti di solidarietà così come previsto dal contratto nazionale del lavoro e ovviamente la Salvaguardia occupazionale dei dipendenti di St&t soc. coop. sul Consorzio STREC soc. cons. ar. l”.
 
Per la FLC e la Cgil di Catania, inoltre, i lavoratori ricevono pressioni “in merito alla volontà o meno di presentare idonee garanzie fideiussorie bancarie o assicurative, secondo quanto previsto dall’avv. 2/2018 ed in coerenza con quanto riportato nel Vademecum relativamente alla richiesta del primo acconto, pari al 50% del finanziamento concesso a seguito dell’avvio dell’attività corsuale di tutti i corsi finanziati, se i dipendenti non accettano di rinunciare a parte delle loro retribuzioni e di ridurre il loro monte ore lavorativo”, è stato inoltre emendato un “regolamento interno vessatorio nei confronti dei dipendenti e non concordato con le parti così come previsto”.
Il sindacato segnala inoltre la presenza “di un lavoratore per più ore settimanali (anche 50 ore a settimana) rispetto alle 36 ore previste come da contratto di lavoro; atti che potrebbero rivelarsi diffamatori nei confronti del RSA e un mancato nulla osta per un dipendente part time che ha fatto richiesta al datore di lavoro di potere svolgere attività lavorativa esterna a completamento del suo orario”.
 
Rmdn
Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Maggio 2019 18:28