Giovedì 11 Ottobre 2018 19:41
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Edoardo Pagliaro confermato segretario generale Nidil Cgil Catania
 
 
Edoardo Pagliaro è stato riconfermato segretario  generale del Nidil Cgil di Catania, il sindacato che tutela il “popolo della partita Iva”, delle collaborazioni e dei contratti in Somministrazione, con 19 voti favorevoli e un astenuto, su una base di 20 votanti presenti.
L’elezione è avvenuta durante i lavori congressuali di oggi pomeriggio al Salone Russo di via Crociferi. Ai lavoratori sono intervenuti anche il segretario generale del Nidil Cgil Sicilia, Giuseppe Oliva, il segretario generale della Camera del Lavoro, Giacomo Rota, e le conclusioni sono state affidate alla segretaria nazionale del Nidil, Silvia Simoncini.
I dati diffusi dal Nidil di Catania non sono confortanti. Nel 2018, in Italia, sono 3.360.000 i nuovi posti di lavoro precari, con un aumento di 60.000 unità rispetto ai primi  mesi del 2017. Confrontati ai quasi 740.000 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato del 2018 (dati comunque falsati dalla sussistenza di sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato), dimostrano l'infondatezza della tesi per cui il Jobs Act sarebbe servito a far calare il ricorso ai contratti precari e dunque a ridurre la disuguaglianza fra dipendenti a tempo indeterminato e quelli precari.
 
La regione Sicilia, dopo la Calabria, è la regione con la maggior percentuale assoluta d’incidenza della povertà tra la popolazione e la regione che ha avuto il maggior aumento d’incidenza tra il 2016 e il 2017, passando dal 22,8% al 29%. “La platea delle tipologie contrattuali che agevola la precarietà è ampia, il tempo determinato, la somministrazione, la collaborazione occasionale e il contratto a chiamata, ne sono l’esempio cardine.
In fase crescente negli ultimi anni però, è senza dubbio quella della partita Iva, utilizzata deliberatamente in maniera impropria da parte di diversi datori di lavoro che, oltre ad avere positivi seguiti economici (a scapito dei diritti del lavoratore) si esimono pure dal dover curare le questioni amministrative e burocratiche del rapporto di lavoro. E Catania non fa eccezione”.
 

Rmdn