Home Tutte le News Notizie Categorie Vertenza vigilanza privata, allarme Filcams Catania: "Regole certe, iistituzioni vigilino"
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Vertenza vigilanza privata a Catania, l'allarme della Filcams: "Instabilità occupazionale, continui cambi appalto ma anche leggi e regole disattese. Le istituzioni vigilino. Noi chiediamo regole certe"
 
 
Il settore della vigilanza privata e dei servizi fiduciari stanno attraversando una stagione di instabilità occupazionale dovuta non solo al sistema dei continui cambi appalto ma anche all'insieme di comportamenti tenuti dagli istituti di vigilanza che disattendono ripetutamente regole e leggi. Sono circa 5000 i lavoratori occupati in provincia di Catania nella vigilanza privata e nei servizi fiduciari e sono spesso sottoposti a direttive aziendali che disattendono regole e leggi. L'allarme arriva dalla Filcams Cgil di Catania che segnala "una stagione di instabilità occupazionale, con cambi appalto che mettono a rischio sia l'occupazione ma anche la corretta applicazione dei livelli contrattuali. Vengono attivati demansionamenti anche economici che procurano una perdita salariale di circa il 30 %" 
Nel settore convivono due modelli di imprese: i grandi istituti che puntano ad accordi e partenariati per conto di clientele istituzionali o ad imprese di ridotte dimensioni e localizzate sul territorio rivolte a clientele spiccatamente private e di nicchia. La concorrenza sleale si attua attraverso l'aggiudicazione degli appalti al massimo ribasso, scendendo fino a 13 euro a fronte di un costo medio orario di lavoro fissato in 21 euro nelle tabelle. Le vertenze aperte riguardano molti istituti siciliani, e tra queste la "KSM" con ricadute anche a Catania con un esubero di 500 lavoratori; l'istituto “La Sicurezza “ non assolve al regolare pagamento delle retribuzioni con appalti importanti come quello di Arnas Garibaldi, FCE ecc o anche "Sicilia Police", capogruppo in ATI che nell'appalto ASP non solo non ha riassorbito 8 lavoratori aventi diritto, come previsto dagli articoli del contratto di settore, ma anche licenziandone altri 4 che espletano servizio presso il Policlinico con profili di illegittimità e discriminatori.
 
Come se non bastasse, le retribuzioni ai lavoratori sono versate con ritardi ormai strutturali anche di tre mesi, salvo poi predisporre turni di 12 ore. Secondo la Filcams Cgil, le istituzioni locali dovrebbero vigilare sul regolare rispetto delle leggi e assumere decisioni nette e risolutive. Per il segretario generale della Filcams Cgil, Davide Foti, e per Concetta La Rosa, segretaria provinciale, "il compito di un sindacato è quello di tutelare e affermare diritti preservando la dignità dei lavoratori, ma anche segnalare comportamenti che minano la sicurezza dei cittadini e intaccano valori come la legalità, per noi imprescindibili. La Filcams di Catania è pronta a portare sul tavolo tutte le controverse questioni legate ad ogni Istituto di vigilanza operante sulla provincia. Siamo certi che queste rivendicazioni sono condivise dagli altri sindacati di categoria e che in tempi brevi riusciremo a costruire un percorso verso la sottoscrizione di un protocollo istituzionale con tutti gli attori coinvolti. Obiettivo: la redazione e la condivisione di nuove regole certe e cogenti, che tutelino i lavoratori e le lavoratrici e restituiscano alla collettiva un servizio di qualità e trasparente".
 
Rmdn