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Edilizia a Catania, ripresa solo parziale. Pistorio (Fillea): "Le ore regolari cresciute solo del 5,5%. Il rischio è sempre il lavoro nero"
 
 
"Il settore edilizio catanese riparte solo parzialmente. Il numero delle ore lavorate ed il numero degli operai attivi nel settore è cresciuto solamente del 5,5%. Abbiamo ragione di credere che il lavoro regolare non sia affatto in ripartenza".
Sui dati di settore diffusi dal Comune di Catania interviene il segretario generale della Fillea Cgil, Giovanni Pistorio, che segnala la valutazione del sindacato degli edili catanesi.
"Non abbiamo motivo di non credere ai numeri forniti dal Comune di Catania rispetto ad una ripresa dell’attività del settore edile, soprattutto se le entrate comunali per oneri concessori, numeri alla mano, nell’ultimo anno hanno segnato un incremento pari al 118,43%. -spiega Pistorio- Soprattutto è incoraggiante il dato che riguarda le ristrutturazioni edilizie e le demolizioni e ricostruzioni, due tipologie di intervento rispetto alle quali normalmente l’incidenza di manodopera è elevata ed il consumo di suolo pressoché nullo. Ma i dati che riguardano l’occupazione in edilizia purtroppo non sono così incoraggianti; si, è vero che una parziale ripresa è in corso e però nell’ultimo anno a Catania, l’incremento del numero delle ore lavorate in edilizia ed il numero degli operai attivi nel settore è cresciuto solamente del 5,5%.".
 
Per Pistorio, in pratica, c'è il rischio che la gran parte della ripresa possa essere stata fagocitata dal lavoro nero. "La quasi totalità dei lavori edili privati, ottenute le autorizzazioni necessarie ed avviate le comunicazioni preliminari, - prosegue Pistorio- spesso vengono eseguiti in maniera irregolare. Si fa così massicciamente ricorso al lavoro irregolare che il bacino di disoccupazione è rimasto pressoché invariato. In questa maniera permangono gli effetti di una lunga crisi che non ha terminato di generare i propri deleteri effetti anzi possono essere aumentate le sperequazioni tra chi opera in maniera irregolare e chi no. È chiaro che rispetto alle questioni che riguardano il lavoro regolare, le buone pratiche e gli eventuali protocolli di legalità, il confronto con le parti sociali debba essere maggiormente tenuto in conto sennò si finirà con il favorire la crescita irregolare. È un bene che sia stato fatto tanto sul fronte delle pratiche autorizzative laddove allignavano ritardi ingiustificabili ma è altrettanto necessario che la ripresa regolare debba interessare tutti i soggetti interessati".
 
Lo scorso 22 marzo, nella qualità di vice presidente della Cassa Edile della provincia di Catania, Giovanni Pistorio -attraverso una comunicazione a firma congiunta con il presidente - ha inviato una nota scritta a tutti i sindaci del territorio invitando le amministrazioni e gli uffici, "a non accettare per i lavori in edilizia autocertificazioni in sostituzione del necessario DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) che viene rilasciato dagli enti preposti alle ditte che operano regolarmente, così come vuole la legge. Abbiamo inoltre chiesto al fine di poter reciprocamente collaborare per contribuire a rendere più regolare il sistema, di volere inviare alla Cassa Edile di Catania con cadenza trimestrale le DIA (dichiarazioni inizio attività) , le SCIA (segnalazioni certificate inizio attività) ed i "Permessi di Costruire" acquisiti e/o rilasciati.
Probabilmente il solo reciproco scambio di informazioni potrebbe da solo non bastare ma il tema del lavoro nero e dell’illecito arricchimento di chi ne fa ricorso inquinando la ripresa, merita di essere trattato con attenzione coinvolgendo davvero tutti i soggetti realmente interessati".
 
Rmdn
Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Settembre 2017 16:49