Home Tutte le News Notizie Categorie Flai Cgil Catania: Agrumicoltura, fra caporalato persistente e campagna ridotta
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 Agrumicoltura, fra caporalato persistente e campagna ridotta. Flai chiede accordo stile Puglia  

 
Intervista al segretario generale della Flai Cgil di Catania, Pino Mandrà, che parla della situazione invariata sul caporalato nonostante la nuova legge, e di una raccolta di arance avversata dal maltempo
 
È un anno particolare, il 2017, per i lavoratori in agricoltura. Grazie anche alla mobilitazione avviata da tempo dalla Flai Cgil, nello scorso autunno il Parlamento ha approvato la legge anticaporalato. Una legge ottima, che inquadra i problemi nel mirino, ma che tuttavia alla prima prova non sta fornendo le risposte che ci si attendeva. Abbiamo fatto il punto della situazione insieme al segretario generale della Flai Cgil di Catania, Pino Mandrà, protagonista due anni fa insieme al suo predecessore, e attuale segretario generale della Flai Sicilia, Alfio Mannino, del docufilm di denuncia “Terranera”, prodotto dalla Cgil e dalla Flai di Catania, per la regia di Riccardo Napoli e che vede come coautore il sindacalista della Cgil Massimo Malerba, nel quale si denuncia la situazione di caporalato, sfruttamento, irregolarità nelle campagne del catanese, Paternò e Adrano in primis. 
 
Domanda: Mandrà, nell’inverno appena trascorso, in concomitanza con la campagna agrumicola, la Flai di Catania ha proposto nuovamente il sindacato di strada, che vi ha condotto nuovamente nei luoghi di “Terranera”, dopo l’approvazione della legge contro il caporalato. Qual è la situazione?
Risposta: In queste ultime settimane, nel pieno della campagna agrumicola, siamo ritornati a Paternò e Adrano con il sindacato di strada. Devo affermare, con rammarico, che la situazione non è affatto variata rispetto al passato: sottosalario, sfruttamento e lavoro nero sono sempre la costante. I lavoratori neocomunitari ed extracomunitari presenti sono sempre organizzati dai caporali, nonostante, com’è noto, sia stata approvata  nello scorso mese di ottobre la legge anticaporalato che ha inasprito le pene.
Però, come detto, nei nostri territori la situazione rimane invariata e, secondo me, non farà grandi progressi fino a quando alla nuova legge non si affiancherà la riforma del collocamento in agricoltura. Riteniamo inaccettabile che domanda e offerta di lavoro si incontrino ancora nelle piazze. Noi pensiamo al collocamento pubblico, ovviamente diverso da quello di vent’anni fa, un tipo di collocamento che favorisca il controllo sociale nell’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro. Poi ci battiamo per l’abrogazione della Legge Bossi-Fini e per individuare le tutele per i lavoratori stranieri che, anche se irregolari, decidano di denunciare i propri sfruttatori.
 
D. Parliamo delle vertenze che vi vedono impegnati in questo particolare momento.
R. La vertenzialità aziendale con le imprese agricole sta iniziando a dare buoni frutti. Con gli ultimi tavoli siamo riusciti a chiudere una serie accordi relativi al welfare aziendale. Le aziende hanno capito che bisogna mettersi in regola e rispettare i contratti. I datori di lavoro temono molto la nuova legge sul caporalato. Anche se se non ha causato cambiamenti nelle piazze, le aziende strutturate la temono perché capiscono che non possono continuare a rimanere nell’illegalità. In questo periodo abbiamo costruito tavoli con aziende importanti e aperto una campagna di sensibilizzazione.
 
D. Cosa chiedete al governo nazionale?
R. Che si rafforzi a livello legislativo la rete del lavoro di qualità perché vanno individuate le giuste premialità per quelle aziende che decidano di mettersi in regola e che rispettino leggi e contratti. Già godono della fiscalità di vantaggio, ma il marchio di qualità del lavoro va rafforzato. Può essere uno strumento per migliorare le condizioni dei lavoratrici e dei lavoratori del nostro territorio.
 
D. La campagna agrumaria si è conclusa in netto anticipo con un calo delle giornate lavorative. Come tutelerete i braccianti?
R. A causa del maltempo la produzione agrumicola è stata ridotta e le campagna agrumaria si è chiusa con un mese di anticipo. Chiediamo un provvedimento immediato a sostegno dei lavoratori agricoli che hanno patito la diminuzione del reddito e della copertura previdenziale. È necessario il riconoscimento dello stato di calamità e di crisi di mercato, e chiediamo che la Regione Siciliana adotti un provvedimento simile a quello adottato in Puglia, riconducibile agli ammortizzatori in deroga, mediante un accordo con l’Inps che veda la Regione versare la quota relativa alle giornate di lavoro non effettuate per i lavoratori dipendenti di aziende agrumarie e commerciali.
Attendiamo che il governo Crocetta ci dia risposte sulle risorse da reperire, che ammontano a 4-5 milioni di euro, e sul perfezionamento dell'accordo con l'Inps per la copertura delle giornate.
Ultimo aggiornamento Mercoled√¨ 29 Marzo 2017 18:22