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Call center Qè, oggi manifestazione a Catania e incontro in Prefettura. "Omesso controllo delle grandi committenti"

 

Oggi le ex lavoratrici e lavoratori del call center Qè hanno dato vita all'ennesima manifestazione davanti alla Prefettura di Catania, protestando contro "la grave situazione causata da una cattiva gestione imprenditoriale e dal mancato controllo delle committenti Enel, Inps, Inail, Wind e Sky".
Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco di Paternò Mauro Mangano, la deputata nazionale componente della Commissione Lavoro della Camera, Luisa Albanella, la deputata regionale Concetta Raia, l'assessore comunale Angelo Villari ed il segretario della CGIL di Catania Giacomo Rota. 
Una delegazione sindacale formata dalle segreterie provinciali e dalle RSU di SLC CGIL e Fistel Cisl è stata ricevuta dal vice Prefetto Fichera al quale è stato evidenziato "il grave stato di stallo della vertenza e del tavolo regionale nel quale si era ottenuta la disponibilità di un imprenditore locale per un nuovo progetto lavorativo. Ma, di converso, non si è pervenuta la disponibilità delle committenti a restituire le commesse lavorate da Qè per iniziare un nuovo percorso di recupero occupazionale".
 
I sindacati hanno ribadito la necessità di un intervento della Prefettura presso la Procura di Catania, rispetto ai comportamenti tenuti dall'azienda Qè riguardanti la oramai nota evasione fiscale legata al mancato pagamento di 5 mensilità ai lavoratori, del TFR e dei contributi previdenziali. 
Il vice prefetto ha ribadito la disponibilità a chiamare alla responsabilità sociale le committenze e la Regione, anche al fine di recuperare i 600 lavoratori licenziati a novembre; Fichera ha aggiunto che tutte le segnalazioni vanno inoltrate agli organi giudiziari competenti per fare luce sulla vicenda ed eventuali aspetti illegali.
Dichiarano Davide Foti segretario generale della SLC CGIL Catania e Antonio D'Amico, segretario Fistel Cisl: "Siamo relativamente soddisfatti per l'ennesimo tentativo che la Prefettura di Catania farà in tempi brevi, sia rispetto alle committenti sia rispetto all'aspetto giudiziario. Continuiamo a pensare che perdere tempo equivalga ad una sepoltura sociale per tutti i lavoratori coinvolti. Alle committenti ribadiamo che non possono fare finta di niente e sopratutto a quelle statali ricordiamo le loro responsabilità sociali non solo per i lavoratori ma per tutto il territorio catanese. Ringraziamo le lavoratrici ed i lavoratori che oggi ancora una volta hanno dato l'ennesima prova di coraggio e partecipazione ad una lotta logorante che dura da più di 8 mesi. La loro forza di volontà ci spinge ancora di più a percorrere tutte le strade possibili per ridare dignità alle lavoratrici ed i lavoratori".
 
Rmdn
Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Marzo 2017 20:16