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Consorzio di Bonifica 9: ancora i lavoratori in lotta, scatta l’ultimatum
 
 
FLAI CGIL Catania – I sindacati chiedono una convocazione urgente al Presidente della Regione, all'assessore regionale alle Politiche agricole, al commissario straordinario per i Consorzi di bonifica
 
I lavoratori del Consorzio di bonifica n.9 lanciano un ultimatum: se nelle prossime  48 ore non arriverà un segnale che si riveli risolutivo per la vertenza, a partire da giovedì 23 giugno verranno intensificate le azioni di lotta, accompagnate da scioperi.
E' quanto emerso dall'assemblea di oggi tenutasi al Ponte Barca a Paternò. In una nota firmata da Fai Cisl, Filbi Uil e Flai Cgil, i sindacati sottolineano che “adesso si confida nel senso di responsabilità delle autorità e organi competenti per arrivare ad una soluzione adeguata che dia le dovute risposte sia ai lavoratori che agli utenti del Consorzio. Per questo chiediamo una convocazione urgente al presidente della Regione, all'assessore regionale alle Politiche agricole, al commissario straordinario per i Consorzi di bonifica”.
Entro il mese di giugno, come stabilito dalla legge 24/2010 e dalla legge 2 /2011,  sarebbero dovuti essere emanati i decreti attuativi atti alla stabilizzazione dei precari dei Consorzi di Bonifica ;in alternativa,  la Regione avrebbe dovuto approvare la legge di riforma organica dei  Consorzi di Bonifica (come concordato con le organizzazioni sindacali) che avrebbe dato  le adeguate risposte al comparto sia in termini occupazionali che in termini di efficienza  del servizio.
“Invece, alla data attuale, il governo regionale   non ha neppure approvato la delibera  in giunta – continuano i rappresentanti dei lavoratori- Questo ci fa temere che i tempi di approvazione della riforma siano ancora lunghi. Il riassetto ed il rilancio delle attività consortili passano inevitabilmente dall’approvazione di tale riforma, e qualsiasi altra  soluzione parziale non  risolverebbe i problemi. Teniamo infine a sottolineare che se ad oggi la stagione irrigua non è partita  non è per responsabilità dei lavoratori ma per le carenze di manutenzione  della rete idrica e degli impianti del Consorzio”.
 
RMDN