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SPI CGIL e FNP CISL ricevuti in Prefettura a Catania sui ritardi delle pratiche dei disabili
 
CGIL Catania - Venerdì 17 il caso delle domande arretrate delle invalidità civili sbarcherà a Palermo, con uno speciale incontro all’Inps regionale. E a Catania, entro la prossima settimana, la Prefettura convocherà uno specifico “tavolo” di lavoro per fare il punto su una vicenda che da incresciosa rischia di trasformarsi in drammatica.
 
Sono questi i primi, importanti risultati ottenuti da Cgil e Cisl e da Spi Cgil e Fnp Cisl, i sindacati dei pensionati, a seguito della manifestazione di stamattina organizzata di fronte alla Prefettura: si è trattato di un sit in molto partecipato, con circa 200 persone che hanno fatto sentire le proprie ragioni.
“Siamo consapevoli che nel corso degli anni si sono verificati casi di frode che comunque condannano, ritengono che questo non può essere fatto pagare a tutti quei cittadini onesti, che sono la stragrande maggioranza e che chiedono soltanto di avere riconosciuto un proprio diritto. Il caso catanese rappresenta la punta più alta di questo disservizio.- sottolineano il segretario della Cgil Angelo Villari, insieme al segretario Spi Nicoletta Gatto e al segretario confederale Luisa Albanella- Siamo soddisfatti di avere ottenuto questo primo risultato con la convocazione regionale e l’impegno della Prefettura catanese. Adesso chiediamo tempi rapidissimi di soluzione. In caso contrario andremo ben oltre le formule di protesta adottate sino a questo momento. In gioco ci sono i diritti di cittadini deboli, come sono appunto i disabili”.
Soddisfatti in questa prima fase si dichiarano anche Alfio Giulio, segretario generale Cisl Catania e Marco Lombardo, segretario generale Fnp Cisl CT:

"La manifestazione di oggi ha prodotto un duplice risultato: la convocazione da parte della direzione regionale dell'Inps; l'impegno della prefettura per convocare una conferenza di servizi con Asp, Inps e organizzazioni sindacali. Ma la situazione ha ormai superato il limite della sopportabilità. Abbiamo voluto smuovere l'intervento di Inps e Prefettura che già dal mese di maggio conoscevano il problema. E' necessario affrettare i tempi per trovare una soluzione al problema del riconoscimento dell'invalidità a chi ne ha diritto. Facciamo appello alla sensibilità istituzionale della Prefettura perché attraverso la convocazione dei due enti faccia assumere a ciascuno la propria responsabilità. Alla fine della settimana prossima faremo il punto del risultato di entrambi gli incontri; se le attese saranno deluse non escludiamo azioni conseguenti e più decise".
Il dato del ritardo catanese è quello più eclatante nell’Isola: a Catania infatti, si sono registrati arretrati di circa 50.000 pratiche di cui il 30% riguarda cittadini che avrebbero diritto alla prestazione. Per avere accesso alla prestazione di invalidità civile il reddito personale non deve essere superiore a 4470 euro per gli invalidi parziali e 15154 per gli invalidi totali. Ci si trova dunque di fronte a cittadini in stato di disagio sanitario e in condizioni di povertà. Stamattina, insieme ai lavoratori, erano presenti anche i i segretari generali di Cgil e Cisl Angelo Villari e Alfio Giulio, i segretari di categoria Nicoletta Gatto e Marco Lombardo. La novità che ha rallentato l’ìter è legata alla norma che, a partire dal  1° gennaio 2010, prevede che le domande di accertamento delle invalidità civili si presentino non più alle aziende sanitarie ma all’INPS. Le commissioni mediche delle ASL sono integrate da un medico dell’INPS ai fini dell’accertamento dei requisiti sanitari. Inoltre spetta sempre all’INPS l’accertamento dei requisiti amministrativi e di reddito.
Questo nuovo procedimento avrebbe dovuto comportare vantaggi notevoli per i cittadini che hanno i requisiti sanitari e amministrativi per il diritto alla pensione di invalidità civile. Invece i tempi di accertamento sanitario e di erogazione delle prestazioni si sono notevolmente allungati.
Le procedure informatiche messe a punto dall’INPS nazionale hanno comportato, soprattutto nella fase di avvio della nuova procedura, notevoli ritardi soprattutto nell’ inserimento dei verbali sanitari da parte delle commissioni mediche delle ASL. Problema parzialmente superato perché è stato consentito l’inserimento di tali verbali anche in una fase successiva alla visita medica, mentre prima doveva avvenire contestualmente e molto spesso il sistema informatico non lo consentiva. A tutt’oggi i verbali non sempre vengono inseriti nella procedura telematica, tanto che le commissioni mediche di verifica operano senza prenderne visione.
Inoltre il parere sanitario effettuato dalle commissioni mediche delle Asl, anche se integrate dal medico dell’INPS  e anche se espresso all’unanimità da tutti i suoi componenti, per l’Istituto della previdenza sociale non è sufficiente per dare luogo alla prestazione. Infatti, una circolare dell’INPS stabilisce che è necessario potenziare il ricorso all’accertamento sanitario diretto sulla persona da parte del proprio responsabile medico. Ciò comporta che il cittadino, per il quale la Commissione medica dell’Asl ha dato un parere sanitario positivo anche unanime, è richiamato a visita per la seconda volta da parte della commissione medica dell’INPS, con il conseguente allungamento dei tempi per il riconoscimento della prestazione. I verbali delle commissioni mediche delle ASL contenenti un parere sanitario negativo, invece,  vengono trasmessi agli utenti, senza bisogno di una seconda visita.
La procedura informatica messa a punto, inoltre, non consente, nel caso di domanda rigettata, di presentare una nuova istanza fino a quando nel terminale dell’INPS la precedente domanda non viene cancellata. Questo comporta che, nel caso di reale peggioramento delle condizioni sanitarie dell’utente, quest’ultimo non viene messo nelle condizioni di presentare una nuova istanza.
Il caso più grave riguarda le pratiche di revisione. I soggetti titolari di prestazioni di invalidità civile alla scadenza della revisione si vedono sospesa l’erogazione della prestazione economica in attesa di essere chiamati a visita medica. La visita di accertamento sanitario in molti casi avviene dopo molti mesi, con la conseguenza che il cittadino che avrebbe diritto alla prestazione sia per motivi sanitari sia per motivi economici, non può goderne per i ritardi connessi alle varie procedure di accertamento.
Inoltre, una volta accertato il requisito sanitario, i problemi non finiscono. Infatti le sedi INPS non sono in condizione di  procedere celermente alla liquidazione delle istanze sia per carenza di personale sia perché la trasmissione della relativa documentazione avviene ancora in maniera cartacea. Uno stato di cose che persiste nonostante le rassicurazioni del Direttore della sede INPS di Catania.
Secondo i sindacati, “esiste il fondato sospetto che tutti questi ritardi, che  invece nell’ottica della nuova legislazione dovevano essere ridimensionati del tutto, siano il frutto di precise direttive politiche tendenti da un lato ad allungare i tempi per la concessione delle prestazioni dall’altro a rendere sempre più restrittivi i criteri medico legali per la concessione delle prestazioni economiche. Forse il Governo, Tremonti in primo luogo, vuole anche fare cassa sulla pelle degli invalidi, ossia sulla pelle di quei cittadini più deboli sotto il profilo sanitario oltre che ai limiti della povertà per le proprie condizioni reddituali? Non è un caso che il titolo dell’articolo 20 della legge 102 del 3 agosto 2009, che contiene le modifiche sopra richiamate, recita così: “ Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile”.
 
RMDN