E-mail Stampa PDF
Caso Pfizer, più vicino un “faccia a faccia” nazionale con l’azienda
 
 
CGIL Catania - Presto i lavoratori catanesi della Pfizer potrebbero interloquire a livello nazionale con la loro azienda, nel corso di un incontro romano in sede ministeriale. Obiettivo: conoscere il loro destino occupazionale.
 
 
 
La rassicurazione è arrivata oggi dal sindaco Stancanelli nel corso di un incontro tenutosi alla Zona industriale, al quale hanno partecipato anche deputati nazionali e regionali; anche questi ultimi si sono impegnati affinché l’incontro avvenga in tempi brevissimi. Cgil, Cisl, Uil e Ugl chiedono un confronto sul futuro dello stabilimento di produzione che impiega circa 700 persone e del laboratorio di ricerca, formalmente dismesso (73 i lavoratori impegnati) e che continuerà a funzionare fino a novembre, ma non oltre se non si troverà un nuovo acquirente. Ma fino ad oggi non hanno ottenuto un “sì” formale alla loro richiesta. All’incontro di oggi erano presenti, oltre al primo cittadino di Catania, anche i deputati nazionali Giuseppe Berretta, Enzo Bianco, Giovanni Burtone, e i parlamentari regionali Concetta Raia, Dino Fiorenza e Giuseppe Arena (in rappresentanza del presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo), di Totò Leotta (in rappresentanza del presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione), del segretario provinciale del PD catanese Luca Spataro, dei segretari generali di CGIL, CISL, UIL e UGL di Catania (Angelo Villari, Alfio Giulio, Angelo Mattone e Carmelo Mazzeo) e dei responsabili dei dipartimenti Industria Margherita Patti (Cgil), e Pippo Foresta (Cisl).. Lo stabilimento della Wyeth Lederle SpA (gruppo Pfizer) di Catania si trova in una situazione estremamente delicata in tutte le aree che lo compongono. E’ stato infatti firmato un accordo (con decorrenza a partire da dicembre) di cassa integrazione straorinaria riguardante 80 unità per 12 mesi, sulla base di un piano industriale che garantiva il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, piano che secondo i sindacati si è rivelato non veritiero. Successivamente, nel mese di marzo, l’ azienda ha comunicato la volontà di cedere o dismettere il prestigioso centro di ricerca tossicologico e genomico che occupa 80 ricercatori. Il management continua a non dare risposte su chi sono i soggetti interessati all’acquisizione, che condizioni si avranno per i lavoratori all’atto di questo ipotetico passaggio societario, quale sarebbe il piano industriale, quanti lavoratori verrebbero assorbiti in questa nuova struttura
 
Nel mese di aprile, sebbene sino a pochi giorni prima ed in tutte le sedi l ‘azienda prospettasse futuri rosei per lo stabilimento, in una riunione con tutti i lavoratori è stato comunicato che a causa della riduzione dei costi del Tazocin (il principale farmaco prodotto dallo stabilimento) si dovrà andare incontro ad un significativo “dimagrimento” del personale. Per quanto riguarda l’area dello stabilimento deputata alla produzione di farmaci veterinari (Animal Health), non vi è nessuna certezza di mantenimento dei volumi produttivi oltre il 2011.
 
Infine, sono in atto processi di riorganizzazione e progetti di terziarizzazione che, inevitabilmente, porteranno ad ulteriori esuberi.
 
I sindacati ritengono che la situazione dello stabilimento sia estremamente preoccupante. Infatti, lo stabilimento che è da sempre un centro di eccellenza industriale e scientifico del territorio catanese, rischia, nella migliore delle ipotesi, di essere trasformato in una mera officina farmaceutica di confezionamento. Pfizer, continua a non dichiarare quale sarà il futuro dei lavoratori dello stabilimento, il piano industriale e la mission del sito a medio termine.
Da tempo Cgil, Cisl, Uil e Ugl denunciano un processo in atto di graduale ma continuo smantellamento dello stabilimento, eventualità smentita a parole dal management, ma puntualmente messa in atto passo dopo passo.
 
E’ inoltre noto come lo storico stabilimento sia patrimonio del territorio catanese e che la strategicità del sito si è sempre basata e continua a basarsi sull’equilibrio che esiste tra le diverse aree presenti e la ripartizione dei costi necessaria alla competitività del sito. Inoltre sarebbe grave l’impatto che avrebbe la scomparsa o il forte ridimensionamento dello stabilimento e della chiusura del centro di ricerca in termini occupazionali ed in termini di sviluppo del territorio. Basti pensare che, come è noto, lo stabilimento Wyeth-Pfizer di Catania è la seconda realtà industriale della provincia catanese che tra dipendenti ed indotto è fonte di reddito per circa 2000 lavoratori.
 
 
RMDN
Ultimo aggiornamento Martedì 10 Maggio 2011 18:51