Home Tutte le News Comunicati Stampa Presentazione referendum 12-13 giugno 2011
E-mail Stampa PDF

Referendum: una questione di diritti

 CGIL Catania - Conferenza stampa di presentazione dei Referendum

Conoscere i quesiti referendari e andare a votare il prossimo 12 e 13 giugno è una questione di diritti, così come pretendere che l'acqua rimanga pubblica, chiedere l'abrogazione della norma per la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione nucleare, e scegliere di abrogare il “legittimo impedimento”. Per questo la Cgil e la Funzione pubblica Cgil stamattina hanno chiesto ai catanesi di votare i referendum insieme ad alcune sigle rappresentative del mondo del lavoro e del consumo e cioè l' Auser, l'Alpa e la Federconsumatori . All'incontro erano presenti, oltre al segretario generale Angelo Villari , anche Giusi Milazzo, Gaetano Agliozzo e Alfio Lisi , Nino Licciardello e Clelia Papale. Ma ecco i quesiti nello specifico. Il primo quesito riguarda il “legittimo impedimento”, cioè l’istituto giuridico che permette all’imputato in un processo di giustificare, in alcuni casi, la propria assenza in aula, ed è stato indetto per abrogare la legge che porta il suo nome. Il secondo quesito, particolarmente lungo e articolato punta ad abrogare la norma per la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione nucleare. E’ il cosiddetto ‘referendum sul nucleare’, tema oggi giorno particolarmente scottante, dopo quanto accaduto a seguito del terremoto in Giappone. Gli ultimi due quesiti si occupano della privatizzazione dell’acqua: uno in particolare riguarda le modalità di affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Il quarto e ultimo quesito riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene chiesta una parziale abrogazione della norma.
“Da oggi al 12 giugno il sindacato seguirà tutte le fasi di informazione sui referendum rivolti ai lavoratori, ai precari, ai disoccupati e ai cittadini pensionati- spiega Angelo Villari- Quello di essere informati è un diritto importante, così come quello di comprendere i perché della nostra posizione: il 12 e 13 giugno chiediamo2 sì per l'acqua pubblica; 2 sì per fermare l'avventura nucleare del Governo e perché la giustizia deve essere uguale per tutti. Non a caso è questo lo slogan scelto dalla CGIL per promuovere la partecipazione alla consultazione”. E aggiunge Giusi Milazzo: “Il governo sta mettendo in atto una serie di operazioni per scippare alla gente questi diritti. L'informazione sino ad oggi non è stata garantita come di dovere. I cittadini hanno diritto ad avere acqua pulita e nella giusta quantità e che non diventi un business. Crediamo sia un diritto anche uno stop definitivo al nucleare”.
Anche la Funzione pubblica Cgil è impegnato sul fronte dell'informazione. Spiega Gaetano Agliozzo: “Abbiamo avviato all'interno di tutti gli uffici pubblici una campagna di sensibilizzazione per spiegare la ricaduta di un'eventuale privatizzazione dell'acqua. E non solo. Questo governo vorrebbe fare passare in sordina gli aspetti politici e le ricadute che graverebbero sulla collettività con l'avvio del nucleare, anche in termini di sicurezza visto che siano un paese a rischio sismico. Il legittimo impedimento? Siamo contro l'immunità della casta politica”
Per Alfio Lisi, del “Comitato promotore dei referendum”, “a Catania l'informazione sui referendum non è ancora sufficiente, e se il messaggio circola in qualche misura, dobbiamo dire grazie all'impegno delle tante associazioni che fanno parte dei comitati promotori. Chi andrà a votare è un cittadino consapevole che farà l'interesse di se stesso, dei propri figli e della propria nazione”.
La Federconsumatori, per bocca di Clelia Papale, avverte che “le bollette, nel caso l'acqua diventasse privata, sarebbero destinate ad imporre costi elevatissimi. Un esempio? Basti pensare alla sperimentazione di Agrigento dove l'aumento è stato vertiginoso. La Cassazione si deve ancora esprimere sul nucleare ma questo referendum tutela il consumatore sia sul fronte della salute che su quello della sicurezza. Non abbiamo bisogno di molte parole perché abbiamo tutti potuto verificare i rischi connessi al nucleare col disastro di Fukushima”.
Un referendum che riguarda da vicino anche i piccoli produttori agricoli dell'Alpa: “Sono storicamente molto sensibili ai costi dell'acqua- dice Nino Licciardello- e a tutte le problematiche che riguardano il problema idrico. Siamo certi che si recheranno a votare, per evitare che la speculazione aumenti dove già il servizio dell'acqua pubblica è purtroppo assente”.
 
RMDN
Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Maggio 2011 21:19