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Camusso a Catania: “Con i lavoratori nei luoghi di lavoro”
Il Segretario Generale Susanna Camusso all’Assemblea dei quadri e dei delegati della CGIL di Catania. Angelo Villari: “Il rilancio passa dai giovani, dalla conoscenza, dalla ricerca” (Vai alla galleria fotografica) (L'intervento di Angelo Villari)
 
Cultura, legalità, lavoro; il futuro è dei giovani.
Queste le parole d’ordine dell’assemblea provinciale dei quadri e dei delegati della CGIL di Catania, celebrata venerdì 14 gennaio 2011 all’Hotel Sheraton di Acicastello alla presenza del Segretario Generale della Camera del Lavoro Susanna Camusso e del Segretario Regionale Mariella Maggio.
Ha aperto i lavori il Segretario Provinciale Angelo Villari il quale ha posto l’accento su cultura e giovani, risorse a cui ancorare il rilancio del nostro Paese e della nostra provincia. "La ripresa - ha detto Villari -  non può che passare dal protagonismo dei giovani, dall'investimento su conoscenza, ricerca, innovazione, sapere e cultura. Le manifestazioni studentesche di questi mesi pongono con forza alla società tutta una pressante domanda di futuro qualificato, di diritti e di pari opportunità".
Il Segretario provinciale ha poi segnalato una dispersione scolastica che a Catania registra percentuali allarmanti, addirittura il 20-25% in alcuni quartieri, ed ha proposto l'apertura pomeridiana delle scuole specie nelle zone a rischio. Non meno allarmanti i dati sui tassi di disoccupazione registrati negli ultimi mesi nella provincia di Catania: oltre il 20% con percentuali del 50 per i giovani sotto i 25 anni e le donne. Poi Angelo Villari ha ricordato la fiaccolata contro la mafia per lo sviluppo svoltasi in autunno, raccogliendo con convinzione l'appello antimafia e a favore della legalità e del diritto alla sicurezza, e non ha dimenticato gli episodi di cronaca degli ultimi tempi legati al mondo del lavoro: il caso di Daniele Castro, l'unico operaio edile a cui non è stato rinnovato il contratto di lavoro dopo aver denunciato la mancanza di sicurezza nell’azienda in cui lavorava; i due morti della fabbrica di fuochi d’artificio a Santa Venerina; e  l’episodio che ha visto coinvolto il segretario provinciale della Fiom di Catania Stefano Materia, condannato per avere sostenuto legalmente e legittimamente la lotta per il salario ed i diritti in una fabbrica che da mesi non rispettava il contratto e non pagava i lavoratori.
Angelo Villari ha poi formulato una proposta per il rilancio: individuare nel centro storico e nei quartieri di Catania e dei maggiori comuni della provincia, spazi da attrezzare ed offrire ai giovani affinché ne facciano laboratori dell'innovazione in cui sviluppare idee e mettere a punto progetti che favoriscano nel territorio una forte integrazione tra generazioni e saperi. “Forse non vedremmo nell'immediato una ricaduta occupazionale - ha sottolineato - ma avremmo creato una rete di luoghi e di occasioni in cui si produce ricerca ed innovazione". Il segretario etneo della Cgil ha poi chiesto un rinnovato impegno finanziario per alcune istituzioni culturali di primissimo piano del capoluogo: il Teatro Massimo, lo Stabile ed il liceo musicale da trasformare in conservatorio per rilanciarne la funzione di luogo della musica capace di garantire l'accesso e l'alta formazione a tutti quei giovani che vogliano mettere a prova il proprio talento e la propria vocazione musicale.
Successivamente all’assemblea è stato rivolto il saluto di diverse personalità presenti in sala fra cui il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ed il Presidente dei senatori PD Anna Finocchiaro la quale, riferendosi dell’istruzione in Italia, ha parlato della difficoltà di un’alta percentuale di studenti a comprendere un testo, segno di una scuola che non va avanti.
Un rappresentante degli studenti presenti ha rivolto un ringraziamento alla CGIL per avere scelto i giovani come interlocutore ed ha chiesto al sindacato di proclamare lo sciopero generale.
Il segretario regionale della CGIL Mariella Maggio ha elogiato la Camera del Lavoro etnea per aver puntato sulla cultura e sull’istruzione. Maggio ha poi detto che il sindacato è impegnato in Sicilia nella ricerca di soluzioni al crescente disagio, nelle diverse vertenze ma anche in battaglie giuste come quella che sta conducendo proprio in queste ore affinchè l’acqua resti pubblica.
Dopo l’intervento dei responsabili delle diverse categorie, ha chiuso i lavori Susanna Camusso. La leader nazionale CGIL si è, innanzitutto, scusata con i giornalisti per non aver risposto ad alcune domande sull’accordo FIAT che non considerava attinenti alla vicenda ma solo spettacolarizzazione della notizia. Sui temi nazionali il segretario ha detto che solo dopo 2 anni e mezzo il Ministro dell’Economia Tremonti si accorge che c’è la crisi. “Chiediamo che la crisi non si scarichi sui lavoratori” ha poi aggiunto Camusso che ha pure chiesto una patrimoniale per arginare il momento per nulla roseo. Intervenendo sulla condizione giovanile, il segretario ha ritenuto non ammissibile la mancanza di prospettiva dinanzi agli studenti. “Per dare un futuro ai giovani bisogna lavorare adesso - ha specificato - perchè se non lo facessimo sarebbe come dire che i giovani, oggi, non hanno cittadinanza. E fra i giovani - ha proseguito - non bisogna dimenticare i G2, i figli di seconda generazione degli immigrati”. Sottolineando che la scuola deve essere pubblica, laica e nazionale, Camusso, sui tagli e sulle riforme all’istruzione e all’università, ha detto che reintrodurre il lavoro a 15 anni significa compiere un salto all’indietro.
Poi il segretario ha parlato della FIAT, dicendo di non voler commentare le ultime dichiarazioni di Berlusconi (“Se vincessero i no al referendum, FIAT farebbe bene a lasciare l’Italia”) e di limitarsi ad una sola considerazione: il premier è disponibile a far delocalizzare Mediaset facendo decidere  noi dei suoi interessi imprenditoriali? E poi, riferendosi in particolare all'accordo proposto dalla Fiat a Mirafiori, Camusso ha aggiunto: "Se l'accordo Fiat è moderno, ben venga la conservazione perché dentro quell'accordo non c'è nessuna modernità, ma l'idea antica del comando autoritario ".
Infine il segretario nazionale CGIL ha lanciato due sfide: stare con i lavoratori dentro i luoghi di lavoro e non fuori; e ricostruire l’unità dei lavoratori. “Quando si accetta il principio che debba essere l’impresa a decidere quale sindacato stia in fabbrica e quale no, ha detto, si crea un pericoloso precedente che in futuro andrà contro quel sindacato che oggi accetta l’accordo separato e le deroghe, perchè il principio potrà valere per qualsiasi questione”.
Chiudendo, Susanna Camuso si è rivolta alla politica: “Staremo - ha concluso - con chi metterà il lavoro al centro del dibattito”. (Vai alla galleria fotografica)