IMU Catania, CGIL e SUNIA chiedono equità e salvaguardia fasce deboli

CGIL SUNIA Catania - Imposta Municipale Unica: “Evitare che la tassa venga percepita come l’ennesimo iniquo balzello”
La Cgil e il Sunia di Catania chiedono all’amministrazione comunale che l’ introduzione dell’Imu, l’Imposta Municipale Unica, richieda scelte chiare e rigorose. Il perché è chiaro: per evitare che la tassa venga percepita come l’ennesimo iniquo balzello bisogna mitigarne l’impatto sulle fasce più esposte della popolazione.
In una nota firmata dalla segretaria confederale Luisa Albanella e dal segretario Sunia Giusi Milazzo, e indirizzata al sindaco Stancanelli e all’assessore comunale al Bilancio, le due esponenti sottolineano l’importanza “che si metta in atto, in nome dell’equità, una politica della casa che favorisca il canone di locazione concordato e penalizzi lo sfitto. Per questo Cgil, e Sunia, oltre a richiedere che sulla prima casa si applichi l’aliquota minima tenendo conto di particolari fasce della popolazione, propongono che sulle abitazioni locate a canone concordato sia applicata un aliquota dello 0,4%o inferiore, sulle abitazioni locate a canone libero lo 0,96% e su quelle sfitte l’1,06%”.
Così come già proposto dai segretari generali di CGIL, CISL e UIL nell'incontro di lunedì scorso con il primo cittadino, la Camera del Lavoro e il Sunia richiedono un urgentissimo incontro da tenersi unitariamente con le altre sigle.


