Home Tutte le News Notizie CGIL Cgil Catania. Oggi incontro “La contrattazione inclusiva nel lavoro che cambia”
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“La contrattazione inclusiva nel lavoro che cambia”
 
 
I lavoratori invisibili al centro dell’analisi della Cgil con un docufilm e l’incognita dell’impatto digitale
 
Lavorano per pochi euro all’ora e sbarcano il lunario correndo tutto il giorno, senza essere tutelati da un contratto e con in tasca solo una partita Iva. Sono i lavoratori “invisibili” che non sono garantiti in caso di malattia e che si troveranno in tasca una misera pensione. Può accadere nel mondo dei rider così come in quello dei call center. Di questo mondo, spesso regolato dal mercato del lavoro digitale che cambia forma senza sosta e che diventa sempre sempre più ampio anche a Catania, fa il punto il docufilm dal titolo “Scarpe rotte”, l’inchiesta sindacale di Claudio Longo e Massimo Malerba con musiche originali dei Ciaudà e la voce narrante di Luca Lisi. Un’anteprima è stata presentata stamattina nella Sala Russo della Cgil in occasione di  “La contrattazione inclusiva nel lavoro che cambia” l’incontro  pubblico a cura del Dipartimento Industria e del Dipartimento Mercato del lavoro della Cgil di Catania.
 
I lavori sono stati  presieduti e introdotti dal segretario generale della Cgil di Catania, Giacomo Rota che ha posto l’accento sulla necessità da parte del sindacato, in tempi di lavoro regolato da algoritmi e mercato che cambia, di “ricomporre il puzzle curandosi del lavoratore che siede in ufficio, così come di chi quell’ufficio lo pulisce o ne cura il volantinaggio pubblicitario. È necessario ragionare in maniera nuova senza ipocrisia, ma senza dimenticare le nostre vecchie regole di rappresentanza, sempre valida perché democratica”. Le relazioni sono state affidate a Claudio Longo, segretario confederale della Cgil di Catania e a Massimo Malerba, responsabile del Dipartimento Mercato del lavoro della Cgil di Catania. Tra gli interventi ospiti, quello di Marco Romano, professore ordinario dal Dipartimento di Economia e gestione d’impresa dell’Università di Catania; ha invece concluso i lavori Emilio Miceli, segretario nazionale della Cgil.
 
Nella sua relazione che ha toccato i tanti aspetti della prospettiva di Industria 4.0 e i rischi della contrattazione “pirata” con la partecipazione nei “tavoli” dei datori di lavoro, di sigle sindacali non autorizzate a rappresentare i lavoratori, Claudio Longo ha sottolineato che “gli effetti che si avranno sul lavoro con la digitalizzazione, continuano a rappresentare terreno di scontro tra gli studiosi di tutto il mondo. Gli impatti non sono ancora chiari, e di sicuro c’è solo che saranno  disuguali , anche perché ad oggi assistiamo a forme di sviluppo che, seppur diverse, coesistono  tra loro. Lo scenario che ci aspetta, è dunque complesso e differenziato.  Si può quindi affermare, che  la tecnologia  non ha ad oggi, conseguenze predefinite o stabilite”.
Troppi interrogativi, dunque, ma una certezza: “Dobbiamo fare i conti con gli algoritmi e la stanchezza dei lavoratori che vanno incontro anche a incidenti pur di obbedire a ritmi estenuanti - ha segnalato con forza Massimo Malerba- In Italia si insiste a volere considerare “autonomi” lavoratori che altrove sono inquadrati come dipendenti. Ma come considerare “autonoma” una persona che dipende dalle chiamate al cellulare?”.
 
Uno sguardo esterno ma lucido quello del docente universitario Marco Romano, che ha confermato la necessità nell’era della predominanza delle macchine “delle voci del sindacato sindacato e dell’ Universita, dove si dia precedenza alla  creatività, all’ intelligenza emotiva”, proponendo “la messa a fuoco di nuovi modelli”.
Per Emilio Miceli, “siamo di fronte a due rivoluzioni, una digitale e una energetica, che mettono in discussione non solo il lavoro o l’impresa, ma la società intera. Chi non è dentro la digitalizzazione è emarginato, e questo è un grande tema. Ma più cresce la tecnologia, più sembra aumentare l’impoverimento del lavoro. E questo riguarda soprattutto i giovani. Infine, la digitalizzazione riguarda soprattutto il Nord,  e questo aumenterà senza dubbio il divario con il nostro Meridione. Anche di questo dobbiamo tenere inevitabilmente conto”.
 
Rmdn 
 
Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Aprile 2019 17:13