Home Tutte le News Notizie CGIL Otto marzo, convegno alla Cgil di Catania
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Otto marzo. “Non una festa, ma una giornata da partigiane per un necessario cambio di mentalità”
 
 
Giornata della donna, oggi convegno al Salone Russo sulla necessità di continuare a lottare e a resistere. “Non una festa, ma una giornata da partigiane per un necessario cambio di mentalità”
 
Essere partigiane oggi significa lottare contro pesanti regressioni culturali ed economiche ai danni delle donne. Una regressione che Cgil e ANPI non hanno avuto difficoltà a definire “neofascismo”, e non a caso proprio in occasione dell’ 8 marzo. È questo il messaggio che il sindacato catanese ha scelto di lanciare in occasione della Giornata internazionale della donna. “Non una festa”, come ha sottolineato con determinazione anche Maria Letizia Colajanni del Coordinamento donne Anpi nazionale, ma “una giornata che ci ricorda come sia ancora necessario un cambio di mentalità”.
Stamattina i lavori del convegno “La nuova resistenza, l’Europa democratica ci pretende partigiane. Oggi come ieri democrazia è/e antifascismo”, organizzato dal sindacato, dall’associazione dei partigiani, dallo SPI Cgil e dall’ Auser Catania, ha riempito il salone Russo, e ha animato un lungo dibattito fatto di analisi, confronti e testimonianze, non senza qualche momento di commozione. Nel cortile di via Crociferi 40 , per l’occasione è possibile visitare la mostra documentario su Hetty Hillesum, scrittrice olandese di origini ebraica vittima del Nazismo.
 
Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della Cgil di Catania Giacomo Rota, che ha posto l’accento sulla necessità di sconfiggere un mercato del lavoro precario e sempre parco di diritti, soprattutto a danno delle donne, mentre ad introdurre il convegno è stata Sara Costanzo, vice presidente dell’ANPI di Catania che ha parlato di “politiche reazionarie” e “clima di restaurazione”; da qui la necessità di una nuova Resistenza democratica.
Numerosi e molto critici i riferimenti al DDL Pillon, e non solo: “Oggi perdura quella oppressione di genere cavalcata dall’avanzamento delle destre oscurantiste, che si alleano sulla prospettiva razzista e patriarcale del neoliberismo, promuovendo politiche contro noi donne - ha sottolineato nella sua applauditissima relazione, Angela Battista, responsabile del Dipartimento politiche di genere della Cgil di Catania - con la difesa oltranzista della famiglia e del regime patriarcale, attraverso il DDL Pillon e i continui attacchi alla nostra libertà di scelta e di autodeterminazione, come testimoniano leggi antiabortiste e mancata applicazione della 194”.
  
Per Daniela De Cinti della Fondazione Di Vittorio, bisogna per esempio chiedersi “se le donne in Europa hanno gli stessi diritti delle donne italiane. A livello più basso dell’indice di miglioramento per il raggiungimento della parità di genere, che è possibile misurare, ci sono i Paesi Mediterranei come la Grecia, mentre al vertice ci sono la Svezia e i paesi del Nord. In Italia l’indice cresce, ma molto lentamente, e siamo comunque gli ultimi in Europa”.
All’incontro sono intervenuti anche Claudio Longhitano,presidente Anpi Catania, Lenny Vallejo, componente Direttivo assemblea generale Cgil di Catania, Margherita Patti (“Abbiamo oggi la libertà di essere meno compromesse - ha detto -. La differenza di genere va praticata come motore di cambiamento”), segretaria Spi Cgil di Catania, Nicoletta Gatto presidente Auser Catania, Antonino Pastore dell’ Anpi di Catania, Monica Genovese segretario confederale Cgil Sicilia.
 
Ha moderato i lavori Rosaria Leonardi, segretaria confederale Cgil di Catania. Hanno aderito anche Libera, Gapa, La città felice, La ragnatela, Open Mind, Federconsumatori, Femministorie.  
“Non abbiamo nulla da festeggiare - ha concluso Monica Genovese, segretaria confederale di Cgil Sicilia -. Parliamo invece di memoria storica rispetto alle conquiste civili che sono state fatte nel passato e di proposizione per il futuro, per darci degli impegni. Siamo adesso chiamati a dare risposta alla violenza di genere che non è solo la violenza domestica, gravissima, ma anche quella sul lavoro e quella economica. Ecco perché dobbiamo essere partigiane, passando il testimone alle nuove generazioni. E dire che stiamo dalle parte dei diritti delle donne, anche in questo momento storico, con un governo nazionale che ci impone un clima oscurantista. È il tempo di scendere in piazza con le lotte”.
 
Rmdn
 
Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Marzo 2019 19:11