Home Tutte le News Notizie CGIL Cgil, Sunia. Catania, emergenza casa: redatto documento unitario sindacati
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Emergenza casa a Catania, redatto il documento unitario sindacale per evidenziare obiettivi e priorità. "Chiediamo un confronto urgente con Pogliese e l'assessore al welfare"
 
 
Sull'emergenza abitativa a Catania, è necessario aprire "un serrato confronto con l’Amministrazione comunale, sindaco Pogliese e assessore al Welfare in testa, per definire alcuni dei tanti problemi rimasti irrisolti".
Lo sostengono le segreterie generali di CGIL, CISL e UIL e le segreterie generali di SUNIA, SICET e UNIAT, che nel corso di un incontro sull’emergenza abitativa, hanno individuato una serie di temi prioritari poiché "Il problema abitativo a Catania, amplificato dal perdurare di una crisi che ha peggiorato le condizioni reddituali delle famiglie, ha aumentato disuguaglianze ed esclusione sociale, estendendo la vulnerabilità anche a fasce di popolazione che, prima della crisi, non erano coinvolte da tali problemi".
Nel lungo documento redatto per l'occasione dai sindacati, si legge che "la mancanza di un’offerta adeguata di alloggi pubblici e l’assenza di sostegni all’affitto sul mercato privato per le fasce deboli, unito all’esecuzione di sfratti che aumentano di anno in anno e che colpiscono i tanti che hanno visto una forte contrazione del proprio reddito anche a causa della perdita del lavoro, indicano che le politiche abitative non possono essere affrontate esclusivamente con misure emergenziali, ma impongono, invece, una precisa programmazione".
 
Per le segreterie generali di CGIL, CISL e UIL e le segreterie generali di SUNIA, SICET e UNIAT, il "confronto avviato con le precedenti amministrazioni comunali sul tema abitativo ha prodotto risultati del tutto insufficienti, non in grado di alleviare il crescente disagio. Unico risultato positivo è stato l’avvio di un confronto sull’utilizzo dei fondi del Pon Metro destinati in buona parte al tema del disagio sociale e abitativo".
Tra i progetti accolti favorevolmente e su cui le organizzazioni sindacali sono più volte intervenute, c’è quello relativo alla riqualificazione delle Due torri a Librino, che consentirebbe di restituire alla comunità 144 alloggi pubblici, e quello dell’Agenzia per la locazione, uno strumento per sostenere i cittadini più fragili nella ricerca di una soluzione alloggiativa con adeguate misure di accompagnamento e di mediazione. Purtroppo la frammentarietà del confronto non ha permesso di definire né i tempi di avvio dei progetti, né le linee guida dell’agenzia per la locazione delineate dal gruppo di lavoro tecnico istituito con i sindacati. Al momento risulta non completato l’iter di acquisizione delle Due torri né si hanno notizie sul progetto dell’Agenzia per la locazione per la quale sono state già bandite le gare per l’affidamento dei servizi previsti. Ma il partenariato previsto dai progetti comunitari è stato coinvolto? Che fine hanno fatto le linee guida già concertate senza le quali non è chiara la natura e il funzionamento dell’Agenzia? Quali tempi per le Due torri ?
 
"Temiamo, in assenza di qualsiasi notizia, che parte dei fondi del Pon metro vadano perduti e che i progetti per contrastare il disagio abitativo non raggiungano l’obiettivo.
Nello stesso tempo si faceva affidamento: sulla imminente ultimazione dei lavori di ristrutturazione del “Palazzo di cemento”, che avrebbero consegnato alla città ulteriori 96 alloggi entro il 2018, e sulla consegna al Comune di un numero rilevante di immobili confiscati da destinare proprio all’emergenza casa. Purtroppo, ad oggi, dobbiamo constatare il ritardo nell’ultimazione di questo progetto, differito al giugno 2019, mentre si sconoscono le notizie sulla consegna e sulla destinazione dei beni confiscati".
A ciò si aggiunga che dal Comune di Catania nell’ultimo anno risultano assegnati solo 24 alloggi, dato estremamente insufficiente se si considera che nelle graduatorie vi sono migliaia di famiglie in attesa. Non per nulla Catania è stata inserita tra le 12 città in condizioni di maggiore emergenza abitativa.
 
"Riteniamo che l’impegno sul tema delle periferie debba essere continuo e rivolto a sostenere i processi di partecipazione. Anche per questo reputano una grave violazione il blocco da parte del governo nazionale degli oltre 46 milioni di euro che erano stati destinati a progetti per le periferie catanesi. Pertanto invitiamo l’amministrazione comunale a continuare la pressione nei confronti del governo, per scongiurare questo vero e proprio scippo che sarebbe servito a realizzare interventi di riqualificazione, rigenerazione urbana e attività sociali".
In conclusione, considerato che né l’ordinanza del sindaco per i senza tetto, considerati come elemento di degrado della città, né la mancanza di una specifica delega assessoriale sul tema casa rappresentano un segnale confortante dell’approccio da parte della giunta al problema abitativo, chiediamo all’amministrazione comunale un immediato incontro nel quale discutere anche che venga attivato l’Osservatorio previsto dalla legge 431, già deliberato dall’Amministrazione comunale indispensabile per attivare politiche mirate sul tema della casa e del disagio abitativo; che venga chiarita la natura e il funzionamento dell’Agenzia della casa e che ne venga definita la data dell’avvio; che venga formalizzato un cronoprogramma per la riqualificazione delle Due Torri; che venga definita con certezza la data di consegna dei 96 alloggi del Palazzo di cemento regolamentando i requisiti per l’accesso e programmando le iniziative per l’insediamento dei nuovi abitanti; che venga modificato e ampliato il regolamento sui beni confiscati alla mafia per poterli rendere destinabili anche ai fini abitativi, proposta già presentata dal sindacato.
 
Rmdn
 
 
 
Ultimo aggiornamento Martedì 02 Ottobre 2018 10:40