Home Tutte le News Notizie CGIL Cgil Catania. Patto per il Sud, bene Catania città. I “chiaroscuro” situazione complessiva
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Patto per il Sud, bene Catania città, ma situazione complessiva “in chiaroscuro”. Oggi un bilancio con la segretaria nazionale Gianna Fracassi
 
 
Giacomo Rota: “Non c’è un progetto di sviluppo coerente pensato dai governi, ma c’è un tentativo del sindaco della città metropolitana di Catania di realizzarli”
 
 
Potenzialmente decisivi per il rilancio dei territori, ma la situazione siciliana è ancora “in chiaroscuro”. Si è fatto il punto sui progetti del Patto per il Sud stamattina nel salone Russo della Cgil, nel corso dell'iniziativa "Laboratorio Sud" itinerante per l'Italia, alla quale hanno partecipato anche le Camere del lavoro di Messina e Caltagirone. Presente la segretaria nazionale Gianna Fracassi, la segretaria confederale di Cgil Sicilia, Mimma Argurio, il segretario generale di Cgil Catania, Giacomo Rota, con Francesco D'Amico segretario di Fp Cgil di Caltagirone e Giovanni Mastroeni segretario generale della Cgil di Messina. Molti gli interventi dei segretati generali delle categorie.
Il patto è finanziato con fondi per lo Sviluppo e la Coesione e con risorse aggiuntive tra cui il PON metro destinato alle città metropolitane; il FSE; il FESR, oltre che da altri contributi comunitari, statali, regionali e comunali, in linea con quanto previsto dall’agenda urbana nazionale e lo sviluppo urbano sostenibile descritti nell’accordo di partenariato della programmazione 2014/2020. Tanti soldi, insomma: il totale dei finanziamenti previsti per il Patto ammonta a 740milioni di euro, spendibili entro il 2020 (in realtà suddivisi in 654mln patto per Catania ed altri 289 patto per il Sud).
 
È toccato alla segretaria confederale Rosaria Leonardi riassumere come e quanto il “Patto” si muova su Catania città. “Partendo dal Patto per Catania, l’amministrazione ha svolto un lavoro egregio, dal punto di vista del metodo, mettendo a sistema tutta la programmazione finanziaria straordinaria che interviene complessivamente in tutta l’area metropolitana e che raggiunge un investimento totale per 2miliardi 448milioni di euro. Dobbiamo ammettere avremmo voluto in questi anni un maggiore confronto ed una più frequente concertazione anche con gli altri soggetti interessati, ma siamo ancora in tempo, perché i patti non sono uno strumento statico ma in continuo evolversi”.
In generale, per quanto riguarda Catania, gli interventi che rientrano nelle infrastrutture hanno l’obiettivo di migliorare la mobilità urbana ed i collegamenti con le aree interne, assicurando pari accessibilità alle diverse aree e promuovendo lo sviluppo economico dei territori; per l’area ambiente, gli interventi prioritari riguardano le azioni di diminuzione di impatto dei reflui urbani, mediante la realizzazione di un idoneo impianto di depurazione (molto significativo per Catania e per l’apprezzamento del suo mare); la messa in sicurezza dei canali e dei corsi d’acqua che attraversano la città, la realizzazione di spine verdi e un parco urbano nel quartiere di Librino e di piste ciclabili in altre zone della città.
 
Per l’area Sviluppo economico e produttivo, le azioni considerate strategiche sono indirizzate a promuovere la crescita d’impresa e dell’occupazione, dotando la città e l’area metropolitana di strumenti adeguati per una efficiente gestione dei servizi pubblici locali. Nell’area Turismo e Cultura, troviamo azioni che mirano a rifunzionalizzare la rete museale della città, a realizzare opere di manutenzione e valorizzazione delle strutture culturali ed artistiche di rilievo, compreso il recupero della struttura poliedrica Palanesima e la realizzazione del teatro Moncada a Librino, ma anche il restauro di piazze, chiese e dipinti.
Nell’area Sicurezza e politiche sociali, sono previsti interventi finalizzati all’adeguamento degli edifici pubblici, prime fra tutte la messa in sicurezza delle scuole; alla promozione della coesione sociale e riqualificazione dei territori (orti sociali urbani, info mobilità e sistemi di trasporto urbani, rinnovamento flotta trasporto pubblico, corsie protette e nodi di interscambi per i servizi di trasporto urbani, piste ciclabili, servizi per l’inclusione sociale e per l’emergenza abitativa degli immigranti, recupero di immobili da adibire ad alloggi, nuovi servizi in aree degradate).
Gli interventi interesseranno tutte le cinque zone in cui è stata suddivisa la città, anche quartieri periferici ed in stato di degrado oltre che l’hinterland e l’area metropolitana. I progetti sono già in parte esecutivi ma sarà determinante la gestione dei tempi del crono programma che è stato rigidamente fissato e che prevede anche delle penalità. I Patti dovranno diventare cantieri. Meno rosea la previsione per le altre province. Per Caltagirone, l’obiettivo più urgente sono le strade e la viabilità, ridotte ormai a minimi termini e l’emergenza infrastrutture (un esempio fra tanti, la Diga Pietrarossa, completata da tato tempo e inutilizzata). Messina è impegnata nell' imminente lancio di una piattaforma territoriale, anche nell'ottica della valorizzazione dei prodotti di eccellenza, ma manca ancora il confronto con le parti economiche.
 
“Dall’incontro di oggi sono emerse luci ed ombre – ha commentato Giacomo Rota, segretario generale di Catania - . Non c’è un progetto di sviluppo coerente pensato dai governi, ma c’è un tentativo del sindaco della città metropolitana di Catania di realizzarli. Questo crea attenzione sulla città capoluogo ma evidenti problematiche sulle aree interne. Manca dunque il coordinamento complessivo da parte di un governo regionale che da troppo tempo fallisce il suo obiettivo di governo. Casi come questo ricordano quanto sarebbe stata decisiva l’istituzione di un Distretto del sud est”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il commento della segretaria regionale Mimma Argurio: “Il Patto per la Sicilia non ha un progetto di sviluppo ma non possiamo solo recriminare. Dobbiamo fare la nostra parte affinché si arrivi alla costruzione delle cabine di regia nei territori dove ancora non ci sono, magari cambiando dove serve gli obiettivi da qui al 2021. Abbiamo lo strumento delle vertenze e lo useremo”.
Per Gianna Fracassi, che ha concluso i lavori: “Gli incontri che stiamo facendo per Laboratorio Sud stanno andando molto bene e sono importanti per capire quanto si sta facendo sui territorio per attivare iniziative legate allo sviluppo. Se su Catania mi sembra si sia attivato un percorso partecipato, su Caltagirone e Messina la situazione appare molto arretrata; è molto grave che a Messina non ci sia un confronto con le parti economiche sociali del territorio. Anche sul versante della spesa, e dunque alla messa in campo concreta delle risorse, siamo indietro”.
 
Rmdn
Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Luglio 2017 19:50