Home Tutte le News Notizie CGIL Cgil Catania. Otto marzo, incontro su: “Donne Fabbricatrici di diritti: Femminismo sindacale”
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Otto marzo, incontro alla Cgil di Catania su: “Donne Fabbricatrici di diritti: Femminismo sindacale”
 
Otto marzo, nelle mobilitazioni la lotta contro la violenza e la netta opposizione alla precarizzazione del lavoro e alla disparità salariale
 
 
Consapevoli che i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte e che le donne hanno l'urgenza di difendersi da aggressioni culturali, e non solo, sempre in agguato anche nella civilizzata società occidentale.
Si è parlato di questo e di tanto altro in “Donne Fabbricatrici di diritti: Femminismo sindacale, analogie e differenze tra oggi e ieri” l'incontro pubblico che si è tenuto stamattina nel Salone Russo di via Crociferi 40 a Catania, organizzato dal Dipartimento Politiche di genere della Cgil di Catania e dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio, con la partecipazione dell’Auser.
Al partecipatissimo convegno sono intervenuti Elisa Castellano (Fondazione Giuseppe Di Vittorio), Mimma Argurio (segretaria confederale CGIL Sicilia), Angela Battista (responsabile Dipartimento Politiche di Genere CGIL Catania, che ha curato la relazione), Margherita Patti che ha introdotto i lavori, Nicoletta Gatto, Pina Palella (segreterie Donne CGIL), Giacomo Rota (segretario CGIL), Enza Vassallo (responsabile AUSER Librino), Nicola Masuzzo (responsabile Formazione CGIL Catania), Coordinamenti Donna SPI, FISAC, FLC. Tra il pubblico anche molte rappresentanti delle associazioni delle donne, presenze centrali per il pensiero e l’azione femminile a Catania, ma anche singole testimoni di lotta passata e presente.
 
Il movimento delle donne sta crescendo a livello globale come dimostrano le manifestazioni dello scorso anno in Polonia, Argentina, Turchia, Stati Uniti e sulla scia del movimento "Non una di meno" . Gli obiettivi comuni sono molti e difficili, tra questi lottare contro l'oppressione fisica e psicologica, culturale e istituzionale ai danni delle donne italiane e migranti sino a toccare uno dei temi che stanno maggiormente a cuore a chi crede nella democrazia: il lavoro.
"Oggi ribadiamo con forza che la violenza sulle donne, ad esempio, non è mai slegata dalla sfruttamento del lavoro vivo e dalla riproduzione sociale - ha sottolineato Angela Battista -. L'aspetto sorprendente di queste mobilitazioni di massa è che molte di esse hanno unito la lotta contro la violenza alla netta opposizione alla precarizzazione del lavoro e alla disparità salariale. Il lavoro é un tema cardine soprattutto per le politiche di genere".
Il lavoro e i temi centrali del referendum promosso dalla Cgil (e cioè abrogazione voucher e garanzie nel settore appalti) appartengono dunque alla sfera dei diritti della persona, con caratterizzazioni specifiche se guardate dal punto di vista delle donne.
 
I dati nazionali non proiettano notizie rassicuranti, come si evince dall'intervento di Margherita Patti: "Negli ultimi anni abbiamo perso terreno. Solo il 51% delle donne lavora contro il 74% degli uomini; un'italiana in media guadagna 0,47 centesimi per ogni euro guadagnato da un uomo. Una donna su quattro lascia il lavoro quando aspetta un figlio e in Italia dopo la maternità continuano a lavorare solo 43 donne su 100. Troppi soffitti e muri di cristallo ci separano. In parole povere, il "doppio si" al lavoro e alla realizzazione personale delle donne, non può essere relegato ad una questione solo femminile. La libertà della donne é libertà di tutti, come hanno dimostrato le lotte sindacali che da oltre un secolo a questa parte hanno cambiato volto ai diritti ed alla democrazia grazie anche ai sacrifici delle donne". 
La voglia di lottare oggi come allora era palpabile anche dall'assemblea di stamattina, alla quale hanno partecipato donne delle istituzioni.
 
Tra queste é intervenuta anche la deputata regionale del Pd, Concetta Raia, che ha richiamato parole chiavi dell'azione femminile: dignità della persona, inclusione sociale, lotta e promozione dei legami familiari. Applauditissimo anche il breve ma intenso intervento di Enza Vassallo, seguita da un percorso di memoria dedicato a figure storiche del femminismo curato da Nicola Masuzzo. Dopo l'intervento di Giacomo Rota ("soddisfatto di un 8 marzo come questo della Cgil, dove non c'è rito ordinario ma riunione, studio e ragionamento sulle conquiste e sugli obiettivi da raggiungere") ha chiuso i lavori Mimma Argurio: "L' 8 marzo non è più la festa delle cene. Il verso sta cambiando e lo percepiamo a livello internazionale. Le donne hanno capito che stanno perdendo diritti. Come donne siciliane di Cgil, CISL e UIL abbiamo scritto a Crocetta per sottolineare che questo governo non ha fatto nulla per le donne e per il welfare. Bisogna adesso abbracciare i movimenti e includere le giovani donne".
 
Rmdn
Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Marzo 2017 22:15