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Ricordo di Mimmo Cutugno: lunedì 13 giugno alle ore 17 commemorazione dello storico sindacalista Fillea e dirigente del Pci di Catania ad un mese dalla morte
 
Cutugno è stato uno dei protagonisti popolari di quelle lotte e così viene ricordato dai lavoratori quando, tornato a Catania negli anni 70 dopo un incarico ad Enna da segretario della Cgil, riassume il suo incarico di capo dei lavoratori edili.
 
Gli anni di Cutugno furono quelli del grande sviluppo del settore delle costruzioni a Catania: nacquero interamente nuovi quartieri, vennero realizzate grandi opere pubbliche. Sono gli anni caldi dei “cavalieri del lavoro”. La sua azione incisiva provoca forti reazioni che giungono fino all’attentato. Il ricordo del suo impegno di sindacalista e della sua direzione della FILLEA lascia comunque un segno profondo e un forte ricordo tra i lavoratori edili.
 
 
 
Biografia
 
 
Domenico Cutugno, conosciuto da tutti come Mimmo, nasce nel 1925 a Catania. Il fratello maggiore Vincenzo è d’idee socialiste. Frequenta la scuola Archimede formandosi come elettromeccanico; di pomeriggio lavora al cinema Olimpia come aiuto operatore.
Apre poi una propria autofficina e la sera frequenta la scuola di ragioneria conseguendo il diploma di computista commerciale.
Nel 1946, finita la guerra, frequentando un amico tipografo del giornale La Sicilia matura la decisione di iscriversi al PCI. Prende parte alle riunioni che si svolgono all’interno della Federazione dove incontra Michelangelo Tignino, i pittori Nino Cordio e Saro Mirabella, l’avv. Scardavilla, le sorelle Barone, il segretario politico Franco Pezzino.
Dal 1953 al 1955 è segretario di organizzazione del PCI a Catania.
A dicembre del 1957 si svolge in via Etnea una grande manifestazione dispersa dalla polizia con una carica a colpi di manganelli ai Quattro Canti. Vengono arrestati tredici operai. I dirigenti vengono al momento solo denunziati, ma la notte tra il 5 il 6 gennaio la Questura preleva col cellulare il compagno Mimmo Cutugno e altri due sindacalisti e li porta al carcere di piazza Lanza. Il processo si svolge dopo 4 mesi; il pubblico ministero propone una condanna di 2 anni e mezzo ma grazie alla difesa dell’avv. Giovanni Albanese, principe del foro e antifascista, vengono del tutto prosciolti dalle accuse.
Nel 1965 va ad Enna come segretario della CGIL, trovando una situazione drammatica. In quella provincia si impegna nella lotta contro la chiusura delle miniere Pasquasia; nella lotta a favore del lavoro per gli edili e braccianti
Nel 1974, gli anni dei cavalieri del lavoro, a Catania i lavori in campo edilizio si fermano; in particolare i fondi destinati all’edilizia popolare vengono bloccati. A questo evento seguirono più scioperi e una dichiarazione ufficiale del compagno Cutugno alla stampa.
Nel luglio 1975 durante la notte accade il primo avvertimento intimidatorio con il tritolo dentro la macchina sotto la sua abitazione.
Nel 17 aprile 1976, vigilia di Pasqua, mentre era fermo in auto al semaforo di via Tomaselli, angolo via dott. Consoli, viene gambizzato ma riesce a ripartire e, nonostante le ferite, a raggiungere l’ospedale Santa Marta dove resta ricoverato venti giorni. Una grande manifestazione di solidarietà e di tutte le categorie sindacali e del partito passa sotto l’ospedale.
Giorgio Bocca nel suo editoriale sul quotidiano La Repubblica lo descrive come figura onesta e integerrima.
Resta segretario degli edili fino al 1978, anno in cui lascia la Fillea e contribuisce alla fondazione della Scuola edile di cui è stato il primo direttore.
 
RMDN
Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Giugno 2011 14:42