Sabato 23 Aprile 2011 15:14
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Un quarto di stipendio sacrificato alla differenza di genere
 
 
 
 
Il 28 aprile 2011, si e’ svolto all'interno del cinema King di Catania l’incontro-dibattito sui differenziali salariali di genere, organizzato dal Coordinamento Donne della Cgil e dalla Camera del Lavoro di Catania, a cui ha fatto seguito la visione del film “We Want Sex”, sulla storia di Rita O'Grady che guidò nel 1968 a Ford Dagenham, lo sciopero di 187 operaie alle macchine da cucire che pose le basi per la Legge sulla Parità di Retribuzione nel Regno Unito.
 
 
 
Sono intervenute: Erica Sapienza , responsabile coordinamento donne, Luisa Albanella, segretaria confederale, Angelo Villari, segretario generale nonche’ numerose compagne dei direttivi e degli esecutivi di categoria.
I temi del confronto sono stati: il valore odierno delle battaglie sindacali, lo sciopero come strumento di lotta e solidarieta’ nonche’ il tema del divario salariale ovvero di genere sia in Europa che nel nostro Paese , di fatto, riflette le discriminazioni e le disuguaglianze esistenti nel mercato del lavoro.
Secondo il dossier curato e presentato da Erica Sapienza, l’Isfol stima che” il divario retributivo di genere in Italia oscilla tra i 20 e i 25 punti percentuali, senza vistosi segnali di inversione di tendenza.” Vi e’ il fenomeno della segregazione orizzontale che relega le donne in professioni e settori a minore retribuzione e quello segregazione verticale che impedisce alle donne di crescere professionalmente all’interno delle imprese.
La parita’ di trattamento retributivo tra uomini e donne sul mercato del lavoro, seppur sancita a livello costituzionale , appare ben lungi dall’essere realizzata, ha dichiarato Luisa Albanella. Colpa del tetto di cristallo che ne impedisce progressioni di carriera paragonabili a quelle dei colleghi; colpa della difficolta’ a conciliare lavoro fuori e dentro le mura domestiche, frutto di modelli culturali ancora pervasivi e di assenza di servizi adeguati; colpa di fenomeni discriminatori diretti ed indiretti dentro e fuori il mercato del lavoro.
Questa e’ stata una delle prime iniziative messe in campo dal Coordinamento Donne e dalla Camera del lavoro di Catania per sensibilizzare e promuovere campagne informative su questo problema. La Cgil, ha dichiarato Angelo Villari, assumera’ questi temi come prioritari di tutta l’organizzazione, a partire dalla promozione della “Giornata Europea per la Parita’ retributiva” fissata il 5 marzo. La data non e’ un caso: per raggiungere l’importo che un uomo guadagna in un anno, una donna dovrebbe lavorare ogni anno circa 2 mesi in piu’, appunto fino al 5 marzo”. 
Dossier "Differenze salariali".
 
 
Ultimo aggiornamento Sabato 30 Aprile 2011 09:45