Home Rassegna Stampa Giornali Lavoro: La speranza riparte da Riela Group. Articolo de “La Sicilia”
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Articolo pubblicato da “La Sicilia” dell’1 maggio 2013
 
La speranza riparte da Riela Group. Manifestazione a Belpasso
 
Un'azienda svuotata, che paga i gravi errori dei suoi ex proprietari, ma che potrebbe ancora dare molto ad un mercato sempre attivo. E che potrebbe assicurare occupazione almeno ai 12 dei lavoratori rimasti (una volta erano circa 200), che molto presto rimarranno anche senza sussidio di disoccupazione. Il caso Riela Group, una volta azienda leader dei trasporti merci, è emblematico di cosa può accadere alle aziende confiscate per mafia se lo Stato non interviene a tutela dei lavoratori: una volta che le aziende vengono confiscate le commesse scappano, poi scatta l'indebitamento e infine la liquidazione. Non a caso ieri mattina la Cgil di Catania, in occasione del 31° anniversario dell'uccisione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, insieme a Libera, Arci, Anm, Avviso pubblico, associazioni Pio La Torre e ad altre sigle attive nell'antimafia dei cittadini, abbia attivato i banchetti di raccolta firme in località Cerzulla, a Belpasso. Per "Io Riattivo il Lavoro", iniziativa Cgil di carattere nazionale, si raccolgono sottoscrizioni per una proposta di legge di iniziativa popolare per l'emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alle mafie. Obiettivo sul territorio: raccogliere 10mila firme nel Catanese e nel Calatino.
I beni confiscati dovrebbero rappresentare un'importate risorsa per i cittadini e le economie dei territori oppressi dalle mafie e dall'illegalità. Invece, ancora oggi, il lavoro delle Procure e delle forze dell'ordine rischia di essere vanificato. La Riela Group paga ancora uno scotto molto pesante, non essendo riuscita a reinserirsi nel mercato.
Accanto alle associazioni antimafia ieri erano presenti una delegazione dei lavoratori della Riela, e non mancavano in prima linea i segretari confederali della Cgil, Pina Palella e Giacomo Rota ed Edoardo Pagliaro della segreteria della Filt Cgil. I sindacalisti non hanno mancato di sottolineare, con dati alla mano, le criticità del sistema in atto. Giacomo Rota parla infatti di una «normativa attuale purtroppo debole, che fa sì che nove aziende su dieci confiscate alla mafia, lasciate in stato di abbandono, siano destinate al fallimento». La percentuale è del 90%. Con tali patrimoni Pina Palella propone un «network legale capace di far ripartire il lavoro e la produzione, utile alla collettività» da contrapporre alle mafie che rappresenterebbero ancora «la holding più ricca del nostro Paese con un fatturato di più di 170 miliardi di euro l'anno». Secondo i dati forniti dalla sindacalista «le aziende confiscate al momento in Italia sono 1636, mentre quelle sotto sequestro potrebbero essere dieci volte tanto». In questo contesto la Sicilia è la regione con il numero più alto di aziende sequestrate e confiscate, ad oggi 5515. Nella sola provincia di Catania si parla di 630, destinate ad aumentare. Basti pensare ai recenti provvedimenti di sequestro riguardanti il nuovo assetto societario del gruppo Riela, del febbraio scorso, per un valore stimato di circa 40 milioni di euro.
Il dramma dei lavoratori Riela ieri è stato rappresentato dal loro portavoce Maurizio Marino che ieri, per sé e per i suoi colleghi, ha chiesto «Un'altra occasione», raccontando le peripezie affrontate dai lavoratori, senza aiuti, per cercare di non perdere quel lavoro in cui, nonostante tutto, sperano ancora.
Sonia Distefano
Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Maggio 2013 22:20