Giovedì 11 Aprile 2013 20:46
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Giovanni Pistorio (CGIL Catania): «Sì ai parchi archeologici in un’offerta integrata»
 
 
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«L’attuale esperienza dei parchi non
va ridotta e cristallizzata in una entità
chiusa, ma va valorizzata nell’offerta
integrata sul piano culturale ed artistico
al servizio del territorio, della
sua valorizzazione e della sua crescita».
La pensa così Giovanni Pistorio,
componente della segretaria provinciale
Cgil di Catania in merito all’«incomprensibile»
 parere negativo sui
quattro parchi archeologici etnei che
è stato reso dalla sovrintendente di
Catania al dirigente generale regionale
dei beni culturali e dell’identità siciliana.
«Ci risulta arduo - dice Pistorio - intuire
le ragioni che hanno indotto la
sovrintendente a non interpellare nel
merito i dirigenti delle quattro unità
operative archeologiche. Ci duole, ancora
una volta, constatare che in tempi
di spending review continui a prevalere
la logica dei tagli lineari e che
tale logica esclusivamente orientata
ai tagli, penalizzante sui
fattori di crescita e sviluppo,
possa assurgere a sistema.
«Il nostro patrimonio paesaggistico
e culturale - continua - non può a ragion
di logica essere sacrificato su quest’altare.
Incidere sulle posizioni
dirigenziali non può essere un obiettivo
da raggiungere a discapito della
qualità dei progetti. I beni monumentali,
così come il Teatro lirico e di prosa,
devono essere considerati tra i
settori decisivi per il rilancio della
nostra economia, soprattutto di quella
turistica. Ció deve fondarsi sulla
logica dei distretti in maniera tale da
poter collegare la valorizzazione dei
beni al turismo.
«La cultura in Italia - sottolinea -
vale da sola il 2,6% del Pil ed é per il
nostro Paese il core business; offre lavoro
a circa 1,4 mln di occupati. Se a
questo valore sommiamo quello di
altri componenti dell’industria culturale
arriviamo al 4,9% del Pil; il turismo
culturale vale, inoltre il 3% del Pil
e l’insieme dei fattori fa quindi della
cultura il principale motore economico
della nostra nazione. Del turismo
culturale, quindi, il nostro territorio
non può fare a meno.
«E anche in questo periodo di crisi,
nonostante l’abbassamento dei consumi
e a dispetto dei tentativi di sabotaggio
messi in atto dal Governo
nazionale, è aumentato in Italia il numero
di persone che si reca al cinema
e nei luoghi dell’arte e della cultura. la
fruizione teatrale è aumentata del
13,49 %; concerti di musica classica
+5,94%; mostre e musei: +3,82%. I cittadini
sembrano consapevoli dell’enorme
pericolo che rischia il nostro
Paese se al timore della recessione,
dovesse aggiungersi la depressione
culturale e psicologica. Ma Catania e
l’intero territorio regionale - avverte
- sono però in controtendenza, e ciò
determina il segno di una società che
è costretta all’arretramento dal punto
di vista sociale e che non vuole individuare
percorsi utili per l’uscita
dalla crisi e ciò a causa di alcune inopportune
scelte politiche.
«A Catania infatti - denuncia Giovanni
Pistorio - le sale cinematografiche
e teatrali vengono frequentate
sempre meno, il 90% delle famiglie
ormai le diserta; sono i giovani ad
essere i piú assenti. Più dell’80% sta limitando
l’acquisto di libri, musica e
film e piú dell’81% segna la riduzione
nei percorsi di studio e di formazione;
questo è il punto vero di una progressiva
disaffezione che va scoraggiata
e non sostenuta».
Un intero patrimonio culturale, ossia
quello che si tramanda attraverso
i prodotti della cultura e che si fonda
sulla fruizione dei beni archeologici e
si arricchisce delle sfumature emozionali
che vengono tramandate verbalmente
attraverso il teatro e la musica,
rischia di scomparire
«E’ per questo - conclude il segretario
Cgil - che i quattro parchi archeologici
di Catania e provincia: quello
greco-romano cittadino, il parco delle
Aci, quello del Calatino e quello
del Simeto non devono e non possono
essere condannati alla chiusura
ed al degrado ma vanno sostenuti e
valorizzati».