Home Rassegna Stampa Giornali FLAI CGIL CATANIA: articolo “La Sicilia” su Sciopero Generale
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«Togliete le mani dai nostri diritti. Con i nuovi vaucher non avremo la disoccupazione». Lavoro nero, primato a Biancavilla e Paternò
 
 
Tratto da "La Sicilia" del 28 aprile 2012
 
«Il governo vuole toglierci quel poco che abbiamo». «Oggi chiediamo i nostri diritti: il diritto alla pensione, ai contributi. I nuovi vaucher non varranno né come contribuzione né per la disoccupazione». Queste sono solo due delle tante voci siciliane, in un coro che ieri da Catania urlava all'unisono rabbia e preoccupazione per il futuro del settore agricolo dell'isola. Le stime degli organizzatori dello sciopero generale unitario del comparto agricolo, parlano di 10mila presenze.
Nel corteo, che da piazza Verga ieri mattina ha attraversato le vie principali del capoluogo etneo per fermarsi in piazza Manganelli, erano rappresentate tutte le organizzazioni sindacali e tutte le province siciliane. Manifestanti e sindacati hanno espresso il loro dissenso sia nei confronti del governo nazionale che regionale. Al centro dell'attenzione l'introduzione dei vaucher, e la situazione dei 26mila forestali siciliani. «Il governo nazionale e quello regionale - ha dichiarato Alfio Giulio, segretario generale Cisl - sono molto lontani dal mondo dell'agricoltura, che può e deve essere in Sicilia un volano di sviluppo».
Calogero Cipriano segretario provinciale Fai Cisl di Messina mette in evidenza la critica situazione dei forestali.«In Sicilia siamo molto arrabbiati per la finanziaria che il governo si è fatto impugnare - dice - L'emendamento che aveva presentato il governo prevedeva il passaggio di tutte le competenze alle province. In Sicilia ci sono circa 26mila forestali, lavoratori a 101 giornate, a 151 giornate e a 180 giornate. A livello nazionale sono quasi tutti a tempo indeterminato».
Fabrizio Colonna segretario regionale Fai Cisl ha esposto alcuni dati parlando di una politica regionale "improvvisata". Sulle conseguenze dei vaucher, sulla piaga del lavoro non regolare, sulle condizioni di sicurezza del lavoro agricolo, ha insistito Angelo Villari segretario generale Cgil Catania. «L'inserimento dei vaucher significherà non percepire più la disoccupazione agricola, mettendo in discussione pensioni, permessi per malattia, e maternità».
Sulla regolarità del lavoro agricolo, maglia nera nel catanese a Paternò e Biancavilla. «C'è uno sfruttamento enorme - ha spiegato Villari - tantissimi lavoratori immigrati vengono pagati a 20 euro al giorno per dieci ore di lavoro, senza nessuna garanzia e senza nessun diritto. Tutto questo dequalifica il lavoro e mette in discussione la qualità dei prodotti e crea concorrenza sleale nei confronti delle aziende sane».
Carmelo di Franco segretario Cgil di Agrigento mette in luce le maggiori difficoltà dell'Agrigentino che riguardano il settore vitivinicolo con il lavoratori che attendono il rinnovo del contratto «Cia, Confagricoltura e Coldiretti - dice - dovrebbero sedersi attorno a un tavolo per discutere di migliori garanzie occupazionali e della sicurezza. Altro problema è quello dei lavoratori Esa, che da 35 anni aspettano il passaggio a un contratto a tempo indeterminato. Su 540, 240 sono della provincia di Agrigento». Stefano Mantegazza segretario generale Uila Uil, giunto da Roma, assicura il sostegno dei sindacati ali lavoratori fino a quando non sarà ripristinato il diritto a una giusta retribuzione e alle tutele contrattuali. «Chiediamo di cambiare l'articolo 11 del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro che generalizza i vaucher nel settore agricolo".
Sonia Distefano
28/04/2012
Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Aprile 2012 19:07