Domenica 07 Settembre 2014 14:25
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Intervista a Giacomo Rota, Segretario generale CGIL Catania; da “La Sicilia” del 7 settembre 2014
«A Catania abbiamo risorse morali e culturali per uscire dalla crisi»
 
  
di Rossella Jannello
 
«Basta coi dibattiti ideologici, basta con programmi e speranze. Piuttosto cerchiamo di essere pragmatici».
E' la premessa dalla quale parte Giacomo Rota segretario generale della Cgil catanese che vuole ragionare così sulle cose da fare e su come farle per un territorio «stroncato» da cinque lunghissimi anni di crisi.
 
«Catania langue - dice - ed è difficile ripartire. Dal nostro punto di vista, siamo sempre stati pratici e ribadiamo che è tempo di rimboccarsi le maniche. Per questo ripeto che la Cgil è disponibile, come sempre, a dare una mano alle aziende serie che creino posti di lavoro serio e produttivo nel rispetto delle regole e della legalità. Dunque siamo disponibili, nell'ambito delle regole contrattuali, alla flessibilità che ci venisse richiesta»,
 
Una dichiarazione di intenti importante, questa della Cgil catanese che non è destinata a restare sulla carta. Rota esemplifica subito: «A ottobre partono i cantieri per la ristrutturazione della Perla Jonica acquisita dalla società «Item» dello sceicco Hamed Al Hamed della famiglia reale di Abu Dhabi. L'esecuzione dei lavori che dovranno concludersi entro 18 mesi e per i quali la general contractor sarà Kinexia, società quotata in borsa, sarà affidata a società siciliane. E' una occasione da non perdere - sottolinea - per le sue eventuali ricadute; sembra che saranno investiti 140 mln di euro sul territorio. Ecco perchè è opportuno che per una puntuale esecuzione dei lavori, si snelliscano le procedure e che si possa valorizzare la buona occupazione anche attraverso la eventuale sottoscrizione di appositi protocolli. Insomma, è importante che la gente vada a lavorare. Perchè, se l'edilizia riparte, riparte l'intera città».
 
Un ragionamento che può estendersi ad altre opere il cui appalto potrebbe essere in dirittura d'arrivo. «Il Pua, il Piano attuativo della Plaia è all'esame del Cru. Se avrà parere positivo, vorrà dire che tutto è in regola e che il Comune ha fatto un buon lavoro. E allora, subito un Patto di legalità in prefettura per fare chiarezza su ogni cosa e poi via con i cantieri con la nostra disponibilità alla flessibilità necessaria perchè si faccia in tempo, perchè si faccia in fretta. Oltretutto, le opere contenute nel Pua, così come la nuova Perla Jonica possono essere occasione per incentivare e destagionalizzare il turismo».
 
Quella di Giacomo Rota (e della Cgil) non è soltanto una dichiarazione di intenti. «Vede - dice - prendendo a prestito le parole di Gramsci dico che il pessimismo della ragione è superato dall'ottimismo della volontà. Credo che a Catania abbiamo le risorse morali e culturali per superare la crisi, ma per uscirne ci vogliono una serie di condizioni».
 
Per esempio, sottolinea il segretario della Camera del Lavoro, utilizzando «furbescamente» i fondi Ue residui per il 2013-2020. Da impiegare per attuare il Piano regionale dei trasporti e dei porti «attuando la complementarietà fra gli scali di Cataia e Augusta, completando l'Interporto con la linea ferroviaria, pensando a una stazione all'interno dell'aeroporto, migliorandone l'intermodalità e rendendolo più competitivo fra gli scali italiani.
 
Non è l'unico fronte aperto dalla Cgil. Un altro riguarda l'attrattività della Zona industriale. «Un problema - dice - che non può essere attribuito solo all'amministrazione comunale. Anzi - sostiene Rota - il sindaco Bianco fin qui ha catalizzato soluzioni per le varie crisi aperte sul territorio, come quella della Micron. Tuttavia lo invitiamo a continuare e, anzi, ad alzare il tiro. Per Micron come per Myrmex, come per le Acciaierie dove si rischia grosso, come per la vertenza Alitalia, dove Bianco si è già speso paventando che la soppressione eventuale delle tratte spezzerebbe in due il Paese. Ecco chiediamo che il diritto dei siciliani sia protetto».
 
Giacomo Rota non vuole dimenticare però la vertenza della cultura. «I teatri - dice - sono Enti importanti, anima di questa città. Ci vuole una politica culturale seria che ci permetta di conservare quella che è la nostra identità. E invece la Regione riduce i suoi contributi, costringendo gli Enti a contrarre la propria produzione rischiando così di uscire dal circuito dei teatri di interesse nazionale. Su questi temi la Regione dovrebbe ragionare. E a Bianco chiediamo di vigilare con forza alla testa di una lobby positiva a difesa della cultura in città».
 
E' un fiume in piena, Rota, mentre «esplora» i vari comparti. «Call center? E' ora - dice - che il presidente della Regione Crocetta rispolveri il suo coraggio visionario che ce lo aveva reso caro intervenendo sulla questione, visto che finora il Governo regionale è stato interessato solo a intermittenza su un settore nel quale lavorano ormai 9mila catanesi. Massificazione e delocalizzazione non possono farsi sulla pella della gente»
 
«Pollice verso» anche per l'agroalimentare. «Nelle nostre campagne migliaia di donne e uomini vivono una condizione troppo spesso segnata dal mancato rispetto dei diritti contrattuali e della dignità umana. Almeno 5mila lavoratori, inoltre, non raggiungono il numero di giornate minimo per accedere alle tutele. E poi - aggiunge - non abbiamo potuto o saputo costruire una industria dell'agricoltura. Basta pensare alle 18mila aziende agrumicole della nostra provincia: l'elevato numero mostra l'eccessiva frammentazione produttiva: solo il 20% delle aziende è associato.
 
E ancora il problema dei Forestali «che va storicizzato, trovando un sistema che tuteli una mansione che in Sicilia serve», E l'orgoglio per il Distretto del Sud-Est che al momento, però, esiste solo sulla carta. «Il 10 settembre cominceremo noi della Cgil a ragionare da distretto: riuniamo in un direttivo le Camere del lavoro di Catania, Caltagirone, Siracusa e Ragusa per offrire la nostra comune idea di sviluppo di area vasta».
 
E come non parlare di Microelettronica ad Etna Valley? «C'è bisogno dell'impegno di Crocetta, quello del sindaco c'è già con il tavolo permanente». Infine, Rota chiede più impegno per Librino, e per la sicurezza dei cittadini.
«A Catania - conclude - c'è un giacimento di possibilità e di potenzialità. Noi ci crediamo. Chiediamo anche al ceto politico di crederci».
 
Ultimo aggiornamento Domenica 07 Settembre 2014 14:31