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Gli anni della crisi e del disagio economico e sociale della crisi dei redditi delle famiglie e dei lavoratori
Dai dati del Ministero dell’Interno elaborati dal Centro studi della CGIL Sicilia (Cerdfos) e dall’ IRES CGIL Catania, risulta che i cittadini catanesi sono tra i più tartassati d’Italia
Alcuni dati sulla esclusione occupazionale delle donne e dei giovani
 

Più tasse meno salario.

Dai dati del Ministero dell’Interno elaborati dal Centro studi della CGIL Sicilia ( Cerdfos ) e dall’ IRES CGIL Catania, risulta che i cittadini catanesi sono tra i più tartassati d’Italia. La pressione dei tributi locali esercitata sui redditi dei contribuenti catanesi è stata ( media 2005 – 07)  infatti di 443  euro pro capite.  Compongono le Entrate Tributarie locali: Addizionale IRPEF, TARSU, Tosap, ICI ecc.. Dalle Entrate Tributarie locali è  stata quindi esclusa la compartecipazione all’IPERF . L’indicatore numerico che se ne ricava è dato dall’espressione ( Entrate Tributarie/n. abitanti).  Nello stesso periodo in Sicilia invece la Pressione Tributaria locale è stata di 243,2 euro  e in Italia di 357 euro pro capite. Nel corso degli ultimi anni pertanto i catanesi hanno pagato quasi 200 euro in più l’anno rispetto al resto della Sicilia e 86 in più rispetto al resto del Paese.

Se si considera che a Catania il reddito medio annuo si aggira intorno ai 21 mila euro, risulta che il cittadino catanese gode di una tassazione aggiuntiva del 2,11 per cento. Questo anche perché  per la tassa sulla raccolta dei rifiuti Catania risulta ai primi posti con un costo medio per una famiglia di tre persone  per un’abitazione di 100 m di 365 euro al 2009.

 

BILANCIO DEL DECENNIO 2001  -  2010 A CATANIA

 

CRESCITA                                         - 4,4%

OCCUPAZIONE                                - 2,2%

PRODUTTIVITA’                              ==

INFLAZIONE                                     + 23,4%

SALARI                                             + 21,5%

 

Il decennio si chiude con un saldo fortemente negativo per quanto riguarda l’andamento economico, l’occupazione, il potere d’acquisto dei salari.

 

 

INDICATORI LAVORO E OCCUPAZIONE (dati su Catania anno 2009)

 

 

Occupati

In cerca lavoro

Scoraggiati

 

 

 

 

Sicilia

1.464.000

236.000

322.000

Catania

309.000

39.000

74.200

ITALIA

22.404.000

1.945.000

1.389.000

 

 

Quelli, che espulsi dal mondo del lavoro, non lo cercano più attraverso i canali ufficiali sono quasi due volte i disoccupati ufficiali, perciò il tasso reale di disoccupazione è più del doppio di quello delle statistiche del governo.

 

Tasso di     occupazione      disoccupazione       disoccupazione reale

 
 

SICILIA

          43,5

 

      13,9

 

      27,0

 

 

Catania

          42,3

 

      12,0

 

      26,8

 

 

ITALIA

          57,5

 

        8,1

 

      11,9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tasso disoccupazione

 giovanile femminile

 giovanile

 

 

 

Sicilia

44,2

38,5

Catania

43,8

35,0

ITALIA

28,7

25,4

 

 

 

La CIGO cresce nel 2009 del 1836%  rispetto al 2008  a prova della crisi diffusa e profonda iniziata alla fine del 2008, cresciuta per tutto il 2009 e proseguita nel 2010. Essa investe un apparato produttivo, quello del territorio catanese, già segnato da processi ripetuti di deindustrializzazione. Come facilmente si ricava da tutti gli indicatori la situazione è ancora grave e lo provano i dati della Cassa Integrazione dei primi sei mesi del 2010.

 

 

 

Dati Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria/Straordinaria

 

2008

          2.009

  2010 1° trim.

 2010 1° sem.

 Proiez. 2010

Cig.  Ordinaria Industria ore

86.497

   1.588.163

           294.642

         1.054.237

         2.108.474

Cig. Ordinaria edilizia ore

253.836

      376.361

           225.713

           410.012

            820.024

Cig. Straordinaria industria ore

695.949

   1.103.483

           501.109

           891.581

         1.783.162

 

1.036.282

   3.068.007

        1.021.464

         2.355.830

         4.711.660

 

 

Disoccupazione Ordinaria e con i requisiti ridotti

Domande pervenute di DS Ordinaria nel 1° semestre 2010

            11.736

Domande pervenute di DS  RR nel 1° semestre 2010

            12.104

 

 

Il numero delle domande di disoccupazione danno invece il numero di quei lavoratori precari,  a termine,  dipendenti da piccole aziende che hanno perso il lavoro e non possono usufruire degli ammortizzatori sociali più efficaci.

 

 

 

REDDITO MEDIO A CATANIA

 

EURO    21000

 

 

  REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE

SALARIO MEDIO MENSILE a Catania provincia (dati INPS)

 

                                                                                                                      Salario netto mensile    

Lavoratore dipendente. a tempo pieno e indeterminato                                      

(con moglie e un figlio a carico )  ………………………………………..          1.200  euro

Lavoratrice                  …………………………………………………..            1.050 euro

Lavoratore a tempo determinato            …………………………………………                950 euro

Lavoratore in collaborazione  ……………………………………………              800 euro

Lavoratore part-time  …………………………………………………….             650 euro

 

 

 

 

REDDITO MENSILE LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE

 

Retrib. netta mensile                 lavoratore in CIG al 50%          lavoratore in CIG a zero ore

     1.200                                              925 euro                                  750 euro

 

 

 

REDDITO DA PENSIONE MEDIA PROVINCIALE (dati ISTAT )

 

Pensione media mensile INPDAP                      n.       37.125                                     Euro   1.100

Pensione media mensile INPS FPLD e supers.  n.      104.280                                      Euro      748

Pensione media mensile INPS Comm./Artig.       n.       34.600                                      Euro      550  

INPS Pensione Sociale                                      n.       28.200                                     Euro      380

 

 

 

 

QUANTO IMPORTA LA 13MA 2010

 

 

Importo medio 13ma netta lavoratore dipendente

Euro 986

Importo medio 13ma netta pensionato INPS

Euro 698

Importo medio 13ma Pensionato sociale

Euro 380         

 

 

 

 

 

COSA   RESTA   DELLA   TREDICESIMA   NEL 2010 

AL   LAVORATORE  CATANESE  PER  LE  SPESE   DI   NATALE

 

Costi aggiuntivi derivanti dagli aumenti delle tariffe e dei servizi nel corso del 2010 e a fine anno.

 

 

 

 

(Valori in euro)

 

Importo medio 13ma netta lavoratore dipendente

 Importo medio 13ma netta pensionato INPS

 

 

986,00

 

 

       698,00

 

AFFITTI + 16%

    -   80,00

 

 

-       58,17

 

MUTUI

 

-     125,00

 

 

 

SCUOLA LIBRI E UNIVERSITA'

-     200,00

 

 

-     145,00

 

ASS. RC AUTO

-     170,13

 

 

-     100,00

 

 TARIFFE GAS

-     114,49

 

 

-       77,00

 

TARIFFE ACQUA

-       19,00

 

 

-       13,81

 

TARIFFE RIFIUTI

-       40,66

 

 

-       38,00

 

CARBURANTI

-     128,40

 

 

-       93,07

 

TRASPORTI

-       70,00

 

 

-       50,90

 

ADDIZIONALI LOCALI

-       64,20

 

 

-       46,68

 

SERVIZI BANCARI

-       35,00

 

 

-       32,00

 

TOTALE

         64,12

 

 

         43,37

 

                   

 

 

Cosa resta della tredicesima?  Poco o niente se consideriamo che nel corso del 2010 gli aumenti del costo della vita, delle tariffe e delle tasse ha raggiunto in media sul piano nazionale  i 1130 euro . con una contrazione del potere d’acquisto che tra il 2007 e il 2010 è stata  del 9,6%.  Si stima che tra il 2002 e il 2009 ogni famiglia sul piano nazionale abbia dovuto spendere 10,000 euro in più. Dati drammatici  confermati  in Sicilia e nel nostro territorio .

Da un lato la tredicesima è assorbita dagli aumenti nei diversi settori registrati nel corso dell’anno, come si evince dalla tabella che si basa sui valori e sui dati che riguardano il sud e il nostro territorio; dall’altro sulle tredicesime si scaricano le spese di fine anno spesso onerose: mutui, prestiti,bolli auto,canone rai. ed altro.

Abbiamo preso in considerazione alcuni ambiti di spesa che rendono a nostro avviso meglio come l’incidenza degli aumenti sui redditi da pensione e da lavoro dipendente  condizioni scelte e stili di vita delle famiglie. Quello che salta agli occhi è il paradosso dei costi eccessivi di alcuni servizi a fronte di un livello di efficacia  basso.

-Affitti:  negli ultimi 2 anni gli affitti sul nostro territorio sono aumentati in media del 16% con un incidenza sui redditi tra il 20% e il 35% se consideriamo che il costo medio per una famiglia per un alloggio di tre vani e di circa 80 metri quadrati è di 600,00euro. Sui redditi più bassi l’incidenza è del 55%.

E’ importante sottolineare che tra il 1999 e il 2006 in Italia gli aumenti sono stati del 106,1 %.

-Scuola e formazione:  si è stimato che in media sul piano nazionale  nel 2010 c’è stato un maggior costo di circa 40 euro a cui dobbiamo aggiungere l’aumento generalizzato e assolutamente significativo delle tasse universitarie. A Catania  già per il 2010 gli aumenti sono stati del 20% a fronte di una riduzione delle borse di studio che è del 33%.  Basti considerare che anche per la fascia base occorreranno 200 euro in più per  frequentare l’università a cui si aggiunge il costo dei test d’ingresso, ormai obbligatori,che oscilla tra i 35 e i 50 euro per ciascun test.

-Assicurazioni e prestiti personali: aumenti in media per le assicurazioni auto che oscillano dal 10 al 15% . In Sicilia e nel nostro territorio  anche per la forte incidenza delle truffe nei confronti delle compagnie assicurative che  interessa il 35% dei sinistri dichiarati, gli aumenti si attestano ai livelli più alti. In cifre vuol dire che su un premio che l’anno scorso era di 1000 euro annui la media nazionale degli aumenti è di 100 euro mentre a catania se ne pagheranno 170,00.

Sui prestiti personali è da registrare un aumento generalizzato sul piano nazionale dei tassi d’interesse che nel Sud e sul nostro territorio arrivano a sfiorare un 1% in più.

La benzina  è aumentata rispetto al 2009 del 7% ma quel che è significativo è che per il gasolio si registrano in Sicilia in questi mesi i costi più alti sino a toccare 1,324 al litro.

Rincari sempre più accentuati per il gas. Nel corso del 2010 sono stati registrati aumenti  che superano il 10%

Rilevanti gli aumenti della Tarsu e della Tia . In media sul territorio provinciale si  registra un 30% di aumento della spesa per famiglia ,dovuta anche al recupero di spese pregresse. Catania è la terza città italiana con la tariffa più alta, una famiglia di tre persone che vive in un’abitazione di 100 metri quadrati paga infatti 365 euro contro una media nazionale che è di 179,9 euro annui.

Anche i prezzi dei beni di consumo crescono quasi in maniera generalizzata .L’Istat ha indicato nell’1,7%la crescita dell’inflazione.

Questo il quadro per il 2010, ma le previsioni per il prossimo anno sono molto più fosche se consideriamo anche i tagli operati sui trasferimenti dello Stato e della Regione ai Comuni che comporterà l’aumento del costo di tutti i servizi a cominciare dal trasporto locale e dagli asili nido. Sono stati poi già annunciati aumenti per molti dei settori che abbiamo preso in esame. Gas, Assicurazioni, affitti ma anche tasse universitarie saranno interessati da aumenti consistenti a fronte di una crisi occupazionale per la quale non si prevede un allentamento.

Catania 23 – 12 - 2010

 

I dati sono tratti da : Istat, Osservatorio nazionale prezzi e tariffe, Censis,Inps ed elaborati dall’IRES CGIL Catania e dalla Segreteria della CGIL di Catania.