Martedì 07 Agosto 2018 00:00
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Catania. Sindacati e associazioni datoriali catanesi oggi insieme per dire "no" al dissesto. "Subito confronto con il sindaco Pogliese"
 
 
Ribadiscono un fermo "no" al dissesto e chiedono un confronto congiunto e urgente tra sindacati e le associazioni datoriali con il sindaco Pogliese. Chiedono anche di analizzare nelle prossime settimane, i singoli contenuti del nuovo piano di rientro che dovrebbe essere approvato il 24 settembre per poter tentare la carta salvifica del decreto "Mille proroghe". Il provvedimento  potrebbe infatti neutralizzare in parte o in tutto la richiesta di dissesto della Corte dei conti. Le dinamiche però, appaiono ancora adesso non definite.
Sono queste le richieste emerse stamattina nella sede della Cgil di Catania, in via Crociferi, nel corso del primo confronto sull'allarme dissesto al Comune di Catania, tra tutte le sigle sindacali sia generali che di categoria collegate a Cgil, CISL, UIL e Ugl (presenti i segretari generali Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci) e le associazioni datoriali soprattutto dei settori artigiani e cooperative, che hanno accolto l'invito (tra questi presenti i responsabili di Confindustria, Confcommercio, CNA, Lega coop, Upla Claai, Upia Casartigiani, UniImpresa, Confcooperative, Agci e Unicoop).
Fondamentale anche l'intervento preoccupato, nell'ambito del confronto di stamattina, delle associazioni delle cooperative sociali che oggi si trovano a dover fare i conti con gravi ritardi nei pagamenti prima ancora che il dissesto scatti ufficialmente.
Tra i temi trattati anche quello delle norme "Salva Roma" e "Salva Napoli" risalenti al 2014 e al 2017, che hanno agevolato il cammino risolutivo post crisi delle città coinvolte, ma che nei fatti non hanno comportato versamenti economici da parte dello Stato.
"Il confronto di oggi avvia un processo fondamentale di sinergia con le forze della città; il sindacato catanese oggi è unito per    ragionare concretamente su contenuti che possono fare la differenza. Siamo soddisfatti di quest'approccio corale e democratico avviato oggi, che continuerà anche in questi caldi giorni d'agosto, anche con approcci più tecnici e ristretti -spiegano i segretari generali delle quattro sigle- ma siamo anche preoccupatissimi nel caso il dissesto si avvii sul serio. La prospettiva sul fronte economico e sociale, welfare compreso, sarebbe a dir poco disastrosa. Anche nel caso il dissesto non si dovesse attuare rimane comunque da gestire una situazione grave e complessa come forse non è sufficientemente chiaro ai cittadini.
C'è poco tempo per trovare una soluzione e chiediamo che per il 24 settembre, prima cioè che venga riproposto il nuovo piano di rientro che costerà comunque lacrime e sangue alla città, le parti sindacali e datoriali abbiano chiare le singole scelte intraprese dall'amministrazione comunale. Pensiamo ad esempio alle cooperative sociali, alle aziende partecipate e ai dipendenti pubblici; pensiamo alle fasce deboli della città e ai servizi essenziali che verrebbero meno e crediamo che nulla debba essere lasciato intentato o peggio, sottovalutato o addirittura dimenticato. Chiediamo invece attenzione anche al Governo nazionale, speriamo consapevole del ruolo che la città di Catania gioca da sempre nel tessuto economico del Meridione, puntando ad un contributo economico che possa rappresentare davvero un'ancora di salvezza per una comunità già fustigata da disoccupazione e crisi endemica di vecchia data".
Le associazioni datoriali presenti, in una nota congiunta spiegano che " le imprese e le cooperative da anni erogano servizi per conto dell'amministrazione cittadina a favore della comunità catanese. Da sempre hanno dimostrato grande senso di responsabilità, di fronte anche ai cronici e gravi ritardi dei pagamenti. Il dissesto della città si ripercuoterebbe in modo immediato e pesante in particolare sulla cooperazione, caratterizzata da una incidenza del costo del lavoro superiore al 90% dell'attività. Chiediamo con forza che si riprendano i pagamenti dei servizi resi in arretrato da oltre 10 mesi. Inoltre riteniamo indispensabile che l'amministrazione ponga in essere tutte le iniziative utili a garantire l'erogazione del credito".
 
Rmdn
 
Ultimo aggiornamento Martedì 04 Settembre 2018 18:04