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“Tavolo del dissesto” ieri in Prefettura su Tari e lavoro Coop sociali: “Servono scelte coraggiose che facciano la differenza rispetto al passato”
 
 
“La cornice che ci è stata descritta dal Comune di Catania ieri in Prefettura ci è apparsa drammatica ma il momento storico è così grave che necessita di scelte coraggiose che facciano la differenza rispetto al passato”.
Lo dichiarano con forza all’indomani del “tavolo del dissesto” convocato in Prefettura a Catania, i rappresentanti delle sigle sindacali, cooperative sociali e imprenditoriali che ne fanno parte.
Il criticato aumento della Tari, la tassa sui rifiuti, e le fortissime preoccupazioni sul futuro dei servizi sociali legati al lavoro delle cooperative, sono stati i principali temi discussi nel corso di un nuovo appuntamento prefettizio.
 
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e CISAL di Catania e di Agci, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, Confindustria, Legacoop, Confcooperative, Uneba, Unci, Unicoop, Unimpresa, Ufficio pastorale sociale e lavoro della Diocesi. Il confronto si è tenuto in presenza del vice prefetto Tommaso Mondello, e della Ragioniera generale del Comune di Catania, Clara Leonardi. Assenti i rappresentanti politici delle istituzioni.
 
“Nonostante il dibattito sulla Tari abbia diviso persino la maggioranza, l’aumento è stato applicato nella sua misura più alta e in maniera indifferenziata, mettendo sullo stesso piano i privati cittadini con gli esercizi pubblici e ricettivi. Si è trattato di un vero colpo inferto ai residenti, anche e soprattutto a coloro che in questi anni hanno pagato la tassa rispettando le scadenze e la legge. Sappiamo infatti che l’aumento, proprio perché così alto, non potrà di certo convincere gli evasori a pagare - spiegano i rappresentanti delle sigle partecipanti al “tavolo ”- Al contrario, inciderà su tutti coloro che con fatica cercano di rispettare tutte le regole. Recuperare l’evasione, invece, presuppone una strategia più precisa. Il sindaco ha dichiarato che esiste l’intenzione da parte dell’amministrazione comunale di ridurre le tariffe entro due anni. Ne prendiamo atto ma è questo il momento più difficile per i cittadini; quello in cui l’aumento della Tari non gioca certo a favore della risalita economica”.
 
Il “tavolo” di ieri ha rappresentato anche un’occasione preziosa per fare il punto sullo stato di salute delle Coop sociali, sempre più alle prese con decisioni drammatiche a fronte dei mancati pagamenti da parte del Comune in dissesto. “I servizi di asilo nido, ad esempio, sono sempre più a rischio e alcuni sono stati sospesi. Ma questo vale anche per servizi agli anziani, ai disabili, ai minori o ai giovani stranieri non accompagnati. È in atto una gravissima crisi di liquidità. Per questo le Coop sociali chiedono una nuova tranche di versamenti nonché alcuni aiuti fondamentali, con interventi delle istituzioni presso l’INPS e presso l’Agenzia delle entrate. Uno dei problemi con cui le Coop devono fare i conti è di certo la regolarizzazione del DURC, il documento che attesta la regolarità dei versamenti pensionistici ai lavoratori del settore sociale, con conseguenze pesanti per il mancato pagamento. È una situazione complicata e paradossale: le Coop lavorano ma non vengono pagate. Per questo non versano le tasse e di conseguenza pagano i ritardi con more sostanziose che si sommano nel tempo, così come si sommano i debiti”.

La rappresentante del Comune ha dichiarato che l’aumento della TARI sarebbe stato necessario per adempimenti di legge e inoltre, l’ente non sarebbe ancora in condizione di saldare i pagamenti ai dipendenti comunali; per la ricezione dei fondi regionali dovuti come anticipazioni di cassa, il Comune di Catania deve inoltre fare il conto con inattesi ritardi della Regione.
“Ma a fronte di situazioni apparentemente senza uscita sono necessarie azioni innovative e capaci di trovare soluzioni nuove, senza trincerarsi nel comodo mantra “è la legge a dirlo”. È questo un principio che vogliamo sottolineare con forza - concludono i rappresentanti delle sigle -. A fronte del quadro che ci è stato descritto, e prendendo atto dell’assenza di organi politici ad un “tavolo” così importante per l’immediato futuro della città, pensiamo che dopo la festività dedicate a S. Agata, animeremo una nuova fase di lotta e protesta. Il governo nazionale non guarda a Catania, né in termini di aiuto concreto e neppure in termini di agevolazioni.

La Regione tarda a consegnare le somme che aveva promesso per motivi legati al Bilancio e acconsente all’aumento delle tariffe anche per le discariche. Un quadro insopportabilmente indifferente alle richieste di cittadini operosi che pagano un prezzo davvero troppo alto. Un quadro, ancora una volta, grave”.
 Il gruppo di lavoro, ha infine chiesto alla Prefettura di convocare i prossimi incontri sulla base di temi specifici (es: tasse rifiuti, Coop sociali, partecipate) in modo da organizzare al meglio i contenuti. Un nuovo incontro si terrà subito dopo la Festa di S.Agata.
 
Rmdn
Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Febbraio 2019 18:22